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SVIZZERAQuei manager che rischiano di restare senza lavoro

01.08.22 - 23:37
La carenza di lavoratori qualificati rischia di far aumentare la disoccupazione, colpendo in primis i dirigenti
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Quei manager che rischiano di restare senza lavoro
La carenza di lavoratori qualificati rischia di far aumentare la disoccupazione, colpendo in primis i dirigenti
Lo rivela un sondaggio, che parla anche di una nuova percezione di vivere il lavoro

ZURIGO - L'attuale carenza di lavoratori qualificati potrebbe, seppur sembri paradossale, portare ad un aumento della disoccupazione.

È quanto indica un sondaggio condotto dall'agenzia di collocamento Dynajobs e dall'Associazione svizzera dei lavoratori dipendenti (Angestellte Schweiz), reso pubblico dal quotidiano svizzerotedesco Blick. Secondo l'analisi, nei prossimi tre anni si potrebbero infatti perdere decine di migliaia di posti di lavoro.

A più rischio - secondo l'indagine - sarebbero tra l'altro proprio i manager e i dirigenti.

Aziende verso l'estero
«Entro il 2025, ci sarà una carenza di 365'000 lavoratori qualificati. Questo rallenterà l'economia di circa il 18%», prevede il direttore di Dynajobs Tino Senoner, autore dell'indagine.

Quest'economia indebolita avrà bisogno di meno figure che si occupano della gestione del personale, secondo i risultati dello studio. Oltre a ciò, molte aziende sposteranno parte del proprio lavoro all'estero, se non trovano personale qualificato in Svizzera.

È cambiato il mondo del lavoro?
Oltre alla carenza di lavoratori qualificati, c'è poi una questione di mentalità: è sorto un nuovo modo di vedere il lavoro? In tempi di lavoro da remoto e da casa, infatti, si sono appiattite le gerarchie, con i dipendenti che si assumono più responsabilità e i ruoli di chi si occupa esclusivamente della gestione che sembrano essere diventati meno necessari.

Secondo Senoner, questi dirigenti in particolare conoscono la gestione del personale, ma hanno scarse conoscenze specialistiche della loro area e del loro settore. Per questo, «dovrebbero reagire il più rapidamente possibile», cambiando settore e aumentando le proprie competenze. 

Credit Suisse
Un esempio in tal senso potrebbe essere rappresentato dal Credit Suisse, che vuole risparmiare fino a 1,5 miliardi di franchi a seguito delle difficoltà e crisi recenti. Potrebbero quindi essere inevitabili dei massicci tagli di personale.

Ma chi verrà colpito? Secondo Senoner, per molti manager del Credit Suisse sarà inevitabile cambiare settore. «Se l'istituto dovesse licenziare migliaia di dipendenti in un colpo solo, difficilmente tutti riuscirebbero a trovare lavoro presso istituti simili, come UBS. Soprattutto se hanno "solo" competenze nella gestione del personale e una conoscenza generale del settore bancario, ma non competenze specifiche».

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