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Il direttore generale della Posta Roberto Cirillo teme l'impatto dell'eventuale privatizzazione di Postfinance sulla rete degli uffici postali.
SVIZZERA
22.02.2021 - 09:230

La privatizzazione di Postfinance «avrà un impatto enorme sulla rete degli uffici postali»

Il direttore generale Roberto Cirillo esclude rischi finanziari a lungo termine per La Posta

BERNA - Il direttore generale della Posta Roberto Cirillo teme l'effetto che una eventuale privatizzazione di Postfinance - auspicata un mese fa dal Consiglio federale - potrebbe avere sugli uffici postali in Svizzera.

Lo ha dichiarato nel corso di un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung. «La rete postale consente depositi e prelievi di contante oltre a essere raggiungibile in 20 minuti a piedi o con i mezzi pubblici» e parte dei servizi di pagamento viene delegato alla Posta, contribuendo così al sostentamento della rete postale. «Se si perdono questi circa 300 milioni di franchi, si avrà un enorme impatto» sul numero degli uffici.

«Nell'estate del 2019, le nostre indagini hanno rivelato che la Posta potrebbe effettivamente affrontare difficoltà finanziarie a partire dal 2025. Abbiamo reagito con la nostra nuova strategia e fatto i passi necessari nel settore della logistica. Come andranno le cose con Postfinance non è nelle nostre mani. Poiché la legge non le consente di concedere prestiti e mutui, il modello di business ha raggiunto i suoi limiti» spiega ancora Cirillo. «Con la privatizzazione, il divieto di prestito e prestito ipotecario verrebbe abolito. Per Postfinance, tuttavia, questa sarebbe solo una soluzione a medio-lungo termine. Ci vorrebbero circa dieci anni per costruire l'attività di prestito. Se si vuole dare all'istituto un nuovo proprietario, i politici devono prima chiarire quale dovrebbe essere il mandato di fornitura di base per le operazioni di pagamento in futuro».

Il manager esclude però rischi finanziari per La Posta. «Posso garantire che saremo in grado di garantire il servizio postale di base con la nostra strategia a lungo termine. Tuttavia, ciò richiede investimenti per tre miliardi di franchi».

 

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