keystone-sda.ch (ALEXANDRA WEY)
SVIZZERA
07.04.2020 - 13:140

Una lettera al Consiglio federale contro i privilegi al traffico aereo

La richiesta arriva da 46 gruppi, divisi tra organizzazioni e partiti politici

All'industria aerea viene inoltre richiesto di adattarsi agli obiettivi climatici

BERNA - Il trasporto aereo non va privilegiato in questo periodo di crisi rispetto agli altri settori dell'economia. Lo chiedono 46 organizzazioni e partiti politici in una lettera aperta destinata al Consiglio federale. Qualsiasi sostegno pubblico deve proteggere i lavoratori, oltre che essere vincolato a condizioni con chiari obiettivi climatici.

A causa della crisi legata al coronavirus, dando seguito alle richieste delle compagnie aeree, il Governo ha messo a punto un gruppo di lavoro per definire misure di sostegno specifiche al settore. Per i firmatari della lettera, il piano di salvataggio non deve però permettere al trasporto aereo di «ritornare ai suoi livelli di crescita frenetici, ma al contrario di adattarsi agli obiettivi climatici».

Il trasporto aereo internazionale già oggi non è sottoposto alla tassa sul cherosene e neppure all'IVA, ricorda un comunicato odierno della Coalizione traffico aereo, ambiente e salute (COTAS). L'aviazione non deve quindi beneficiare di un nuovo trattamento preferenziale rispetto agli altri settori economici.

Il Consiglio federale dovrebbe invece attivarsi a livello internazionale per introdurre una tassa sul cherosene. Considerando che l'80% delle destinazioni dei voli che decollano dalla Svizzera sono in Europa, i fondi andrebbero inoltre investiti nell'espansione del trasporto ferroviario internazionale, treni notturni compresi.

Il traffico aereo, viene precisato nella nota, è infatti responsabile del 19% dell'impatto climatico svizzero. Per poter raggiungere gli obiettivi climatici è dunque necessaria «una riduzione massiccia e immediata delle emissioni di gas a effetto serra direttamente nel settore dell'aviazione e non attraverso sistemi di compensazione, scambio di certificati o misure che danneggiano i diritti umani e ambientali», si legge nella lettera firmata, tra gli altri, anche dalla consigliera nazionale Priska Seiler Graf (PS/ZH) e dalla "senatrice" Lisa Mazzone (Verdi/GE), entrambe copresidenti della COTAS.

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