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STATI UNITIL'India è diventata una miniera d'oro per Twitter & Co

17.12.21 - 06:00
Manager e informatici indiani al timone dei principali big tecnologici.
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L'India è diventata una miniera d'oro per Twitter & Co
Manager e informatici indiani al timone dei principali big tecnologici.
La nomina di Parag Agrawal ad amministratore delegato di Twitter completa la scalata di manager e ingegneri asiatici al timone del giganti californiani.

SAN FRANCISCO - Ieri era Bollywood, la nuova frontiera del cinema. Oggi si celebra la 21enne Harnaaz Kaur Sandhu, la più bella di tutte, capace di vincere Miss Universo. L’India, secondo paese più popoloso al mondo è sempre più “presente” sulla scena mondiale, in tutti gli ambiti. Spicca, in particolare, quello delle grandi multinazionali della comunicazione e della tecnologia digitale. Sono sempre di più i manager indiani a essere nominati a capo di grandi aziende.

Un serbatoio di talenti - Twitter è diventato l'ultimo titano della Silicon Valley a nominare un amministratore delegato di origine indiana, unendosi a Microsoft e Google nel riconoscere il paese asiatico come uno dei più ricchi serbatoi di talenti tecnologici al mondo. La nomina dell'ex Chief Technology Officer Parag Agrawal al timone di Twitter amplifica ulteriormente il ruolo svolto dai manager indiani nelle più grandi aziende tecnologiche del mondo. Si unisce a Satya Nadella di Microsoft Corp., Shantanu Narayen di Adobe Inc., Arvind Krishna di International Business Machines Corp. e Sundar Pichai di Alphabet Inc. Tutti leader delle più importanti aziende statunitensi del settore. E tutti accomunati dal paese d'origine. Un gruppo di dirigenti al comando di multinazionali con un valore di mercato che sommato si avvicina a 5 trilioni di dollari. Non solo aziende tecnologiche però. Se si pensa che Indra Nooyi ha guidato PepsiCo Inc. per 12 anni e Ajay Banga è presidente esecutivo di Mastercard Inc. dopo un decennio come CEO.

Le aspettative elevate - I CEO della Silicon Valley nati in India fanno anche parte di un gruppo di minoranza di quattro milioni di persone che è tra le più ricche e istruite degli Stati Uniti. Circa un milione di loro sono scienziati e ingegneri. Più del 70% dei visti H-1B - permessi di lavoro per stranieri - rilasciati dagli Stati Uniti vanno a ingegneri del software indiani e il 40% di tutti gli ingegneri nati all'estero in città come Seattle proviene dall'India. Ma restando nell’ambito della tecnologia ci si chiede quale sia la ragione alla base di questa continua ascesa dei manager indiani. «Essere indiani è un grande vantaggio ora, le persone si aspettano che siamo buoni ingegneri e buoni manager», ha affermato Vivek Wadhwa, studioso presso la Harvard Law School e autore di un libro che descrive l'ascesa di Nadella in Microsoft. «Da quello che so, Parag Agrawal condivide i valori di Satya e ha uno stile di gestione simile».

Le ragioni "geopolitiche" - Nel caso di Twitter però c’è stato un motivo in più, secondo gli esperti di politica economica e sociale, ad aver “consigliato” la nomina di Agrawal. In India, dove Twitter ha quasi 20 milioni di utenti, secondo paese al mondo dove si “cinguetta” dopo proprio gli Stati Uniti, l'azienda di Agrawal è stata attaccata dal governo del primo ministro Narendra Modi su più fronti. Twitter infatti ha dato spazio senza alcun tipo di filtro e censura ai messaggi di sostegno alle proteste degli agricoltori su alcune vertenze locali e nazionali o del blocco degli account di Isckon per rilanciato gli attacchi ai templi indù in Bangladesh, fattori considerati dai nazionalisti di destra come un pregiudizio contro la stessa comunità indù.

Un mix di umiltà e capacità - Ma ovviamente la gente dell’India reclama meriti indipendenti dalle decisioni geopolitiche. Secondo l'imprenditore e accademico Vivek Wadhwa molti dei CEO nati in India si sono fatti strada anche nella scala aziendale - e questo, secondo lui, dà loro un senso di umanità e umiltà che li distingue da molti CEO fondatori autoctoni che sono stati accusati di essere arroganti e titolati nella loro visione e gestione delle risorse umane.

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