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CINA
24.09.2021 - 10:130

Evergrande manca una scadenza, lo spettro default si avvicina

Non ha avuto luogo un pagamento di 83,5 milioni in scadenza ieri, la situazione si fa sempre più cupa

PECHINO - Evergrande, la società immobiliare cinese recentemente sulla bocca di tutti, si è oggi avvicinata ulteriormente alla bancarotta, dopo il mancato pagamento di 83,5 milioni, in interessi, che erano in scadenza ieri.

Un ulteriore conferma che l'azienda è in guai seri, con la situazione che spaventa i mercati (oggi la società è crollata a -11% alla Borsa di Hong Kong). Lo riporta l'agenzia di stampa Reuters. Oltre a non essere stata pagata, la scadenza è passata nel totale silenzio, senza alcuna comunicazione da parte dell'azienda.

Evergrande ha recentemente promesso di dare la priorità agli investitori interni, effettuando solo pochi giorni fa un pagamento nazionale. Ma non ha detto nulla sul pagamento degli interessi offshore che era dovuto ieri, o su un pagamento di 47,5 milioni di dollari dovuto la prossima settimana.

Cosa succede ora?
L'azienda ha ora 30 giorni per effettuare il pagamento. Se ciò non avverrà, sarà considerata inadempiente.

«Questi periodi di silenzio sono inquietanti. Nessuno vuole prendere rischi in questa fase», ha commentato Howe Chung Wan, funzionario dei Principal Global Investors a Singapore. «Non c'è nessun precedente legato alle dimensioni di Evergrande ... presumibilmente vedremo nei prossimi dieci giorni, più o meno, cosa succederà. Perché poi in Cina si avvicina il periodo di vacanze della settimana d'oro».

Venerdì, intanto, la banca centrale cinese ha iniettato dell'altro denaro nel sistema bancario, ciò che rappresenta un segnale di sostegno per i mercati. Finora, le autorità, hanno però taciuto sulla situazione di Evergrande.

Rischio disordini?
Le autorità saranno clementi con Evergrande? L'enigma è rappresentato anche dai possibili disordini sociali, poiché un crollo di Evergrande potrebbe farsi sentire pesantemente su un mercato immobiliare che rappresenta il 40% della ricchezza delle famiglie cinesi.

Le ripetute proteste da parte di fornitori scontenti, acquirenti di case/appartamenti e investitori hanno già illustrato settimana scorsa il malcontento presente in Cina.

La società, lo ricordiamo, ha un debito di 305 miliardi di dollari, è a corto di liquidità e gli investitori sono preoccupati che un crollo potrebbe comportare rischi sistemici per il sistema finanziario cinese e riverberarsi in tutto il mondo.

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