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Il Commissario europeo Paolo Gentiloni.
Unione europea
05.11.2020 - 12:560

Batosta Covid-19 all'Ue: Spagna e Italia le più colpite

La seconda ondata sta di nuovo rallentando la ripresa economica

BRUXELLES - «L'attività economica in Europa ha subito un grave shock nella prima metà dell'anno e ha registrato un forte rimbalzo nel terzo trimestre grazie all'allentamento delle misure di contenimento. Tuttavia la recrudescenza della pandemia nelle ultime settimane sta provocando nuove interruzioni», e quindi «le proiezioni di crescita nell'orizzonte di previsione sono soggette a un livello estremamente elevato di incertezza e rischi»: lo scrive la Commissione europea nelle previsioni economiche che vedono il Pil della zona euro contrarsi del 7,8% nel 2020 prima di crescere del 4,2% nel 2021 e del 3% nel 2022. Stime più moderate rispetto all'estate.

Bruxelles sottolinea come né l'area dell'euro né l'Ue recupereranno il livello di crescita pre-pandemia nel 2022.

Secondo le nuove stime della Commissione europea sarà la Spagna il paese dell'Ue con il calo del Pil più accentuato quest'anno (-12,4%), seguito dall'Italia (-9,9%), dalla Croazia (-9,6%), dalla Francia (-9,4%) e dal Portogallo (-9,3%). La Grecia calerà del 9%, il Belgio dell'8,4%, la Germania del 5,6%. Meno grave la situazione in Irlanda, dove il Pil frenerà solo del 2,3%.

«Nelle ultime settimane siamo di fronte alla recrudescenza della pandemia e sono state adottate nuove misure di contenimento. Il rimbalzo è stato interrotto. La crescita è destinata a fermarsi nel quarto trimestre, e riprenderà a salire a partire dal primo trimestre del 2021», ha detto il commissario europeo all'economia Paolo Gentiloni.

Questi ha spiegato che ci sono rischi al ribasso «eccezionalmente grandi» sulle previsioni. Ad esempio, «la pandemia potrebbe diventare più severa e durare più a lungo», e in quel caso servirebbero «misure di contenimento più stringenti e protratte nel 2021, che porterebbero a una crescita più bassa e disoccupazione più alta, lasciando ferite più profonde».

Inoltre, le misure di sostegno «potrebbero essere ritirate prematuramente», oppure le divergenze tra paesi potrebbero irrigidirsi, mettendo a rischio il funzionamento del mercato unico. Infine, «la possibilità di uno stress dei mercati finanziari non si può escludere».

Ma ci sono anche rischi al rialzo che potrebbero migliorare la situazione, come un accordo commerciale tra Ue e Regno Unito oppure un'accelerazione sul fronte dei vaccini. Inoltre, le previsioni tengono in considerazione solo il prefinanziamento del 10% del Recovery Fund, ma non tutto il suo potenziale, che potrebbe arrivare ad avere un impatto sul Pil del 2% negli anni in cui sarà pienamente operativo, ha spiegato il commissario.

Commenti
 
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pillola rossa 10 mesi fa su tio
Il problema non è il virus di turno, ma la malagestione sanitaria degli ultimi dieci anni. Non si tratta di sfortuna, né di virulenza, è una questione economica basata sui tagli.
TI.CH 10 mesi fa su tio
Ê così prendere sotto gamba le direttive adesso grattatevi.
Don Quijote 10 mesi fa su tio
Invece il Pil della Svezia aggiornato oggi è +4.3% e il numero di morti per CV19 resta fisso a 1 ogni due giorni nell'ultimo mese. Prima citata sempre come cattivo esempio da virologi ciarlatani e politici talebani dei vari governi europei. Naturalmente oggi sembra scomparsa perfino dalle cartine e non solo dalle bocche dei suoi incapaci denigratori, baccalà baccalà!
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