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MONDOLa crisi energetica ha creato 141 milioni di nuovi poveri

16.02.23 - 20:40
La maggior parte della popolazione colpita vive in Paesi a basso reddito, dall'Asia centrale all'Africa e al Sudamerica.
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Fonte ATS ANS
La crisi energetica ha creato 141 milioni di nuovi poveri
La maggior parte della popolazione colpita vive in Paesi a basso reddito, dall'Asia centrale all'Africa e al Sudamerica.

LONDRA - Da 78 a 141 milioni di persone nel mondo rischiano la povertà estrema dopo che la guerra in Ucraina ha fatto salire il costo dell'energia; la maggior parte della popolazione colpita vive in Paesi a basso reddito, dall'Asia centrale all'Africa e al Sudamerica. Lo indicano le stime pubblicate sulla rivista Nature Energy.

I dati sono stati elaborati da un gruppo internazionale di ricercatori dell'Università di Groningen, nei Paesi Bassi, e dell'Università britannica di Birmingham.

Gli esperti hanno costruito un modello relativo agli impatti diretti e indiretti, basato sulle caratteristiche di 201 gruppi rappresentativi di diversi tipi di consumatori, selezionati in 116 Paesi di Europa, Stati Uniti, Africa e Asia, pari all'87.4% della popolazione globale.

Le stime dei prezzi riguardano quelli di carbone e prodotti a base di carbone, petrolio greggio e prodotti petroliferi e gas naturale, sulla base dei loro prezzi medi tra febbraio e settembre 2022. Le stime sono state elaborate sulla base di una previsione dell'aumento dei costi dell'energia compreso fra il 62,6% e il 112,9%, che per i cittadini si traduce in un aumento della spesa compreso fra il 2,7 e 4,8%. Le previsioni indicano gli aumenti maggiori nei Paesi dell'Asia centrale, in media del 70,3% con picchi del 176,1% in Mongolia e Tagikistan; per l'America Latina l'aumento medio stimato è del 51,5%.

Per quanto riguarda l'Europa, gli autori della ricerca rilevano che l'aumento dei prezzi sta rimodellando il mercato globale dell'energia e ha spinto alcuni Paesi a ritardare l'eliminazione graduale dei combustibili fossili, cercando fonti alternative all'estero. A livello globale, si rileva nella ricerca, i gruppi più ricchi tenderanno ad avere costi energetici più elevati per beni e servizi ad alto valore aggiunto, mentre le famiglie più povere tenderanno a spendere di più per soddisfare le necessità quotidiane, come cibo ed energia diretta.

«Gli alti prezzi dell'energia colpiscono le finanze delle famiglie in due modi: da un lato - osservano gli esperti - sale direttamente la bolletta energetica delle famiglie, e dall'altro aumentano i prezzi di molti prodotti, come quelli alimentari». A causa della distribuzione ineguale del reddito, l'aumento dei prezzi dell'energia influirà sulle famiglie in modi molto diversi. Stando ai ricercatori, i costi insostenibili dell'energia e di altre necessità spingeranno le popolazioni vulnerabili verso la povertà energetica e persino la povertà estrema.

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COMMENTI
 

Lello 1 anno fa su tio
sarebbe bello vedere con questa crisi energetica quanti ci hanno gioito,dal nostro caro Cassis con le sue scelte,e il popolo a novanta

Meiroslnaschebiancarlengua 1 anno fa su tio
Il prezzo del petrolio era superiore tra il 2007 e il 2014 a quello che conosciamo dall'invasione russa dell'Ucraina (e ci ha portato miseria e le "rivoluzioni" in alcuni stati arabi). Nel 2007 su diceva che non ci sarebbe più stato petrolio buon mercato (vale a dire sotto i 100 dollari al barile), poi dal 2014 il prezzo è di nuovo ritornato sotto i 50 dollari. La guerra attuale gioca sul prezzo, ma non va dimenticato che sono i massimi produttori che ne decidono le sorti. L'Arabia Saudita ha voluto mantenere il prezzo basso per mettere in ginocchio l'Iran (con la coseguenza di ridurre sul lastrico paesi come il Venezuela). Questo per dire che il prezzo è un mix di situazioni particolari come questa guerra (ricordatevi anche il ciclone Kathrina) e, soprattutto, di considerazioni geo-politiche dei principali paesi produttori del Golfo e USA. Questa guerra ci insegna che forse ci avviciniamo sempre di più alla fine del petrolio buon mercato. Probabilmente quando la Russia sarà totalmente in ginocchio (un anno, massimo due) allora produrrà il più possibile per far entrare valuta. Per intanto si concentra su questa guerra, poi vedremo.

@matterhorn 1 anno fa su tio
… chissà perché non si fa menzione alle sanzioni ad affetto boomerang, che sono una parte della ragione degli aumenti sopracitati… in questo articolo la parola “sanzioni effetti” sembra tabù..

Tiki8855 1 anno fa su tio
Risposta a @matterhorn
Fa molto male dover ammettere che le sanzioni imposte nei confronti della Russia hanno contribuito in modo inequivocabile all' innalzamento dei costi energetici...

@matterhorn 1 anno fa su tio
Risposta a Tiki8855
Petrolio, gas etc etc . Poiché alcuni di quei paesi lì prendevano tramite noi .. ma questo è stato tralasciato nell’articolo ..

Tiki8855 1 anno fa su tio
Risposta a @matterhorn
matterhorn
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