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MONDOIn milioni senza olfatto e gusto, anche sei mesi dopo il contagio

28.07.22 - 22:00
Pandemia: nuovi casi e decessi sono più o meno al livello della settimana precedente, conferma l'Oms
Depositphotos (shumytskaya)
In milioni senza olfatto e gusto, anche sei mesi dopo il contagio
Pandemia: nuovi casi e decessi sono più o meno al livello della settimana precedente, conferma l'Oms

GINEVRA - Uno dei sintomi più caratteristici del Covid-19 è, ormai lo sappiamo bene, la perdita di gusto e olfatto. Un fastidio che si è esaurito nel giro di breve tempo, a guarigione compiuta, per la stragrande maggioranza dei contagiati. Ma ci sono almeno 27 milioni di persone nel mondo - il 5% del totale dei malati - che hanno sofferto di un'assenza prolungata di questi sensi.

È il risultato più eclatante di una ricerca pubblicata mercoledì sul British Medical Journal, la rivista scientifica dell'Associazione medica britannica. Sono stati incrociati i dati di 18 precedenti studi sulla perdita di gusto e olfatto compiuti in Europa, Asia e America del nord e che hanno preso in considerazione quasi 3700 pazienti. Nei vari gruppi demografici ed è emerso che circa il 75% dei pazienti ha riguadagnato i sensi persi con il Covid-19 entro 30 giorni dall'emergere della malattia. C'è invece un 5% che ha manifestato una «disfunzione permanente» anche sei mesi dopo il contagio.

La dottoressa Zara Patel, rinologa della Stanford University, ha così commentato a Nbc News il risultato dello studio (al quale non ha preso parte direttamente): «Potrebbe semplicemente essere una nuova crisi di salute pubblica» ha affermato, aggiungendo che la perdita dell'olfatto è stata collegata a tassi di mortalità più elevati negli anziani e ha avuto un impatto riconosciuto e importante sul benessere emotivo e psicologico delle persone.

L'aggiornamento della pandemia - L'andamento della pandemia da coronavirus procede in maniera apparentemente stazionaria nel mondo. Lo si potrebbe evincere dai dati settimanali pubblicati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Dal 18 al 24 luglio sono stati registrati 6,6 milioni di nuovi contagi e oltre 12600 decessi. Cifre simili a quelle della settimana precedente, osserva l'Oms, che spiega come la variante Omicron sia arrivata al 90% dei campioni sequenziati. La sottovariante BA.5, nota per la sua alta contagiosità, si attesta all'incirca a un caso su due (52%). Ma la pandemia non procede in tutto il mondo con lo stesso ritmo: i nuovi casi corrono di più nel Pacifico Occidentale (+52%), nel Mediterraneo Orientale (+45%) e nel Sudest Asiatico (+13%) rispetto ad Africa (-44%), Europa (-24%) e Americhe (-12%). Vale lo stesso per i decessi, diminuiti del 6% in Europa ma aumentati dell'88% su base settimanale nel Mediterraneo Orientale.

Dall'inizio della pandemia nel 2020 sono più di 567 milioni i casi di positività al Covid-19 e oltre 6,3 milioni i decessi su scala planetaria. 

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