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L'esperimento era iniziato il 1° gennaio 2017
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FINLANDIA
08.05.2020 - 08:430

Il responso della sperimentazione: il reddito di base incondizionato ha «effetti limitati»

Le autorità finlandesi pubblicano i risultati di due anni di test: «Ha fornito informazioni preziose».

HELSINKI - In un periodo in cui lo spettro della disoccupazione aleggia un po’ ovunque, il tema degli ammortizzatori sociali è di stringente attualità. Tra di essi, il reddito di base incondizionato è stato a più riprese evocato come possibile salvagente per periodi di crisi come questo e, in Spagna, si è persino arrivati a ipotizzare un’introduzione urgente di questa misura. 

Dalla Finlandia, però, terra del primo esperimento su scala nazionale in materia, arrivano indicazioni in chiaroscuro sulla sua efficacia. Proprio in questi giorni il Kela, l’istituto delle assicurazioni sociali del Paese nordico, ha infatti pubblicato i risultati della sperimentazione di due anni sul reddito di base condotta tra il 2017 e il 2018. Il responso? Si riscontrano effetti «limitati» sul livello di occupazione delle persone, ma anche una percezione «più positiva» del proprio benessere economico e psichico. 

«Nel complesso, gli effetti sull’occupazione sono stati limitati», ha dichiarato, citato nella presentazione del rapporto, il ricercatore capo dell’Istituto di ricerca economica VATT, Kari Hämäläinen. Ciò significa che, per alcune delle persone che normalmente ricevono sussidi di disoccupazione tradizionali, non sono la burocrazia o gli incentivi finanziari a ostacolare la ricerca di un lavoro, tesi propugnata dai sostenitori del reddito universale. Anche con una retribuzione corrisposta senza condizioni, penali o particolari trafile amministrative, infatti, il livello di occupazione di queste persone non è migliorato significativamente.

Ma non è nemmeno peggiorato. Tra novembre 2017 e ottobre 2018, i destinatari del reddito di base incondizionato hanno lavorato in media 6 giorni in più dei componenti del gruppo di controllo, per un totale di 78. Se non li ha spinti a lavorare molto di più, insomma, l’entrata incondizionata non li ha nemmeno incoraggiati a “stare a casa sul divano”, pericolo paventato dai detrattori della misura.

Come fanno notare gli stessi ricercatori del Kela, tuttavia, isolare gli effetti del reddito di base su questo dato è particolarmente difficile. Per volontà della coalizione di centrodestra al potere tra il 2015 e il 2019, infatti, a inizio 2018 sono entrati in vigore criteri più stringenti per la richiesta e il mantenimento del sussidio di disoccupazione e non è possibile valutare gli effetti di queste misure sul comportamento del gruppo di controllo rispetto alla ricerca di un lavoro. Come sottolinea la Welt, poi, alcuni destinatari del reddito di base sperimentale ricevevano parallelamente assegni per i figli o altre integrazioni del reddito e non erano quindi completamente liberi dalla democrazia come avrebbe voluto il progetto.

Notizie più positive arrivano dal lato del benessere mentale ed economico dei destinatari del reddito di base. Nel corso di sondaggi telefonici condotti al termine dell’esperimento, i soggetti interessati dalla misura hanno infatti dichiarato più spesso di sentirsi soddisfatti della propria vita, meno depressi e più positivi riguardo alle proprie capacità cognitive rispetto ai componenti del gruppo di controllo. Anche la percezione del loro benessere economico era «più positiva». 

«I destinatari del reddito di base si fidavano maggiormente delle altre persone e delle istituzioni della società e si sentivano più sicuri riguardo al loro futuro e alla loro capacità di cambiare le cose rispetto al gruppo di controllo», ha commentato la capa della squadra ricerche del Kela, Minna Ylikännö. Tuttavia, «sulla base di questo studio non è possibile dire con certezza che il maggior benessere del gruppo test fosse dovuto specificamente alla riscossione di un reddito di base», ha aggiunto, ricordando però che altri esperimenti nel mondo hanno fornito risultati simili.

«L'esperimento sul reddito di base ha fornito informazioni preziose sulle possibilità del sistema di sicurezza sociale», ha dichiarato la ministra degli Affari sociali e della Salute finlandese, Aino-Kaisa Pekonen. 

La sperimentazione sul reddito di base incondizionato finlandese è andata avanti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018 e ha interessato 2’000 persone scelte a caso che, a novembre 2016, risultavano disoccupate. Per due anni hanno ricevuto 560 euro al mese a prescindere dal fatto che avessero altre fonti di reddito e senza dover cercare un lavoro. Il gruppo di controllo era costituito dalle persone che, nel novembre del 2016, erano beneficiarie di sussidi di disoccupazione e non erano state selezionate per la sperimentazione, un totale di 173mila individui.         

Il 5 giugno 2016 gli svizzeri hanno votato su una proposta di reddito di base incondizionato avanzata da un gruppo apartitico e aconfessionale e osteggiata da Consiglio federale e Parlamento. È stata bocciata dal 76,9% dei votanti e da tutti i Cantoni. I promotori ipotizzavano un reddito di base di 2’500 franchi al mese per ogni adulto residente in Svizzera e 625 franchi per ogni minore di 18 anni. Il progetto sarebbe costato 208 miliardi di franchi l’anno da finanziarie tramite prelievi su tutti i redditi da attività lucrativa fino all’importo del reddito di base, trasferimenti da prestazioni di sicurezza sociale e tasse o travasi all’interno delle finanze dello Stato.    

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