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Altri 1,8 miliardi all'Ucraina, la Lega dei Ticinesi non ci sta: «E gli svizzeri?»

«Per il Consiglio federale i cittadini elvetici sono l'ultima ruota del carro», sostiene il partito.
Tipress
Il capogruppo della Lega dei Ticinesi Boris Bignasca
Altri 1,8 miliardi all'Ucraina, la Lega dei Ticinesi non ci sta: «E gli svizzeri?»
«Per il Consiglio federale i cittadini elvetici sono l'ultima ruota del carro», sostiene il partito.
BELLINZONA - L'ha annunciato ieri il consigliere federale Ignazio Cassis. Nei prossimi sei anni la Svizzera verserà altri 1,8 miliardi di franchi all'Ucraina. Ma per la Lega dei Ticinesi è un boccone amaro da mandare giù. La Leg...

BELLINZONA - L'ha annunciato ieri il consigliere federale Ignazio Cassis. Nei prossimi sei anni la Svizzera verserà altri 1,8 miliardi di franchi all'Ucraina. Ma per la Lega dei Ticinesi è un boccone amaro da mandare giù.

La Lega «rifiuta la continua escalation dei contributi all’estero» e sottolinea come «la spesa per l’asilo, imputabile anche all’arrivo massiccio di profughi dall’Ucraina, sia esplosa». «Malgrado questi ingenti sforzi», si legge nell'odierna presa di posizione, «la Svizzera è di continuo sottoposta a vergognose pressioni e ricatti internazionali nel merito della guerra in Ucraina miranti a imporre la dismissione degli ultimi scampoli della nostra neutralità».

I cittadini svizzeri «si trovano confrontati con aumenti vertiginosi dei premi di cassa malati e del costo della vita in generale», viene evidenziato, «ma il Consiglio federale incrementa i contributi all’estero, invece di ridurli».

La Lega dei Ticinesi chiede dunque «una drastica decurtazione dei versamenti all’estero e della spesa per l’asilo». Questo, «affinché le risorse risparmiate vengano destinate alle necessità dei cittadini elvetici, manifestamente considerati dal Consiglio federale e dalla partitocrazia come l’ultima ruota del carro».

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