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CANTONE
25.05.2020 - 21:570
Aggiornamento : 26.05.2020 - 09:06

«In casa anziani 75enni morti, Marco Solari è stato curato»

Botta e risposta in Gran Consiglio tra Matteo Pronzini e Raffaele De Rosa. Dibattito acceso sui morti in casa anziani.

Il direttore del Dss: «Dire che i residenti non sono stati curati è un grave atto di arroganza verso chi lavora in queste strutture»

BELLINZONA - La sessione parlamentare extra muros al Palazzo dei Congressi di Lugano si è accesa attorno alle 21.30, quando l'argomento si è spostato sulle morti per Covid-19 in casa anziani. La risposta all'interpellanza dell'MPS sul "caso Sementina" era composta da venti domande, ma per molte Raffaele De Rosa ha detto che «la risposta era coperta dal segreto d'ufficio».

Ma per Pronzini, il Governo «si è trincerato dietro al segreto d’ufficio». «Vi state aggrappando sulla lastra di vetro - ha detto -. Ma non ci salirete, ve lo garantisco». Il deputato MPS ha chiesto una discussione generale, ma i suoi colleghi hanno voluto rimandare i chiarimenti al futuro, quando «saranno disponibili maggiori informazioni». Pronzini ha però incalzato: «L'anziano positivo di 75 anni che si trovava in casa anziani non è stato intubato. Marco Solari, 75 anni, è invece stato curato in ospedale. A chi è andata bene è sopravvissuto, a Sementina il 30% è morto».

De Rosa ha ribadito «la massima volontà di fare chiarezza e fare tutte le verifiche del caso». Ma ha risposto a quella che lui considera "una polemica": «Per qualcuno in questa sala non c'è la volontà di prendere a cuore questa situazione, ma portare avanti tesi politiche - ha detto quando ha preso la parola -. E questo mi rattrista molto. Il tasso di mortalità degli over 75 è del 30% anche negli ospedali, lo stesso nelle case anziani. Oggi una discussione generale è prematura».

Il direttore del Dss non si è fermato e ha aggiunto il suo parere personale: «Dire che i residenti, per i quali la camera è la sua casa, non sono stati curati mi fa male al cuore in maniera tremenda. È un grave atto di violenza e di insulto verso chi lavora da mesi in quelle case. È un grave atto di arroganza verso chi lavora in queste strutture».

«Caro ministro De Rosa - gli ha risposto Pronzini, a cui il microfono è stato poi spento - non può permettersi di dire che a noi non interessa la salute degli ospiti nelle case anziani». 

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