«Un clima di terrore e abusi sistematici commessi su una ragazza con limiti cognitivi»

Chiesti dieci anni di carcere, più l'espulsione dalla Svizzera, per il 60enne che per anni avrebbe violentato sua figlia, facendola abortire ben quattro volte.
LUGANO - «La vicenda che ci occupa gira intorno a un contesto familiare totalmente disfunzionale. L'imputato aveva creato un clima di terrore e di controllo in cui le donne erano le sue serve». A dirlo, questo pomeriggio alle Assise criminali, è stato il procuratore pubblico Pablo Fäh, chiedendo la condanna del 60enne siriano residente nel Luganese accusato di aver abusato sessualmente di sua figlia per ben sette anni.
Figlia che, in seguito alle violenze, era rimasta incinta per quattro volte e che lui aveva portato ad abortire in ciascuna occasione.
«Un calcolatore» con tratti narcisisti - Per l'uomo la pubblica accusa ha proposto dieci anni di carcere, più l'espulsione dalla Svizzera per dieci anni e l'ordine del divieto di svolgere attività con minorenni e persone vulnerabili.
«La colpa è estremamente grave. Parliamo di abusi commessi per anni, su una ragazza con limiti cognitivi e che dipendeva da lui», ha sottolineato il procuratore, definendo il 60enne «un calcolatore, totalmente incapace di riconoscere alcuna colpa».
Secondo la perizia psichiatrica, in effetti, l'imputato ha un disturbo della personalità con tratti paranoidi e narcisisti e presenta «limitatissime capacità empatiche».
«Paura e vergogna» in un contesto complesso - In aula è in seguito emerso che il caso è venuto alla luce dopo una segnalazione dell'ARP per sospetti maltrattamenti, e che a quel punto la moglie del 60enne ha avuto la forza di confessare ciò che accadeva in casa.
«Inizialmente la vittima era reticente a parlare, la paura del padre era un grosso ostacolo, e anche la vergogna del giudizio da parte di altre persone», ha spiegato Fäh. «Timori comprensibili, questi, visto il contesto culturale di provenienza, i suoi limiti cognitivi e il fatto di essere cresciuta con un padre che si permetteva di tutto senza alcuna conseguenza».
In corso di inchiesta, però, la situazione si è sbloccata ed è venuta a galla «una situazione di abusi sistematici proseguiti per molti anni».
«La portava di forza in camera» - La giovane, ha spiegato la pubblica accusa, sentiva di non avere una via d'uscita e prevalevano la vergogna e l'imposizione del silenzio. «Ha spiegato che se diceva di no il padre la portava di forza in camera e si arrabbiava. E che "faceva quello che chiedeva perché lui la picchiava tanto" e aveva paura delle conseguenze».
I soldi per i figli andati in fumo - Il procuratore ha poi aggiunto che il 60enne ha utilizzato gli assegni di invalidità dei figli per spese proprie e per fare regali ad alcune donne, allo scopo di ottenere favori sessuali. «Era pienamente consapevole di non poter usare quei soldi come voleva. E quando gli è stato comunicato che era stato destituito come curatore ha prelevato migliaia di franchi in contanti dai conti», ha concluso.
«Disgusto per questi atti indicibili» - La parola è quindi passata all'avvocato Carlo Borradori, rappresentante legale della figlia e della moglie dell'uomo. «Non è necessario essere padri per essere disgustati nell'apprendere dei comportamenti indicibili messi in atto dall'imputato nei confronti di ogni membro della sua famiglia. Chi più chi meno, nessuno di loro è stato risparmiato da questo perverso tiranno domestico».
E, ha proseguito, «parliamo di persone che sono sangue del suo sangue, persone che si trovano in un Paese straniero, in difficoltà, tutte con un leggero ritardo cognitivo. Quest'uomo ha picchiato brutalmente sua moglie, ha stuprato sua figlia e si è appropriato dell'importo elargito dal nostro Paese in sostegno dei suoi figli. Tutto questo per soddisfare le sue turpi voglie, creando un danno indicibile».
Ad accompagnarla ad abortire era il padre abusatore - Borradori si è infine rivolto direttamente alla Corte, richiamando l'attenzione sulla gravità dei fatti. «Questa povera ragazza ha dovuto abortire per ben quattro volte. Immaginate quanti rapporti ci sono stati perché rimanesse incinta quattro volte...ed era il padre che l'accompagnava ad abortire, il suo stesso abusatore», ha concluso.
A esprimersi, domani, sarà la difesa.




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