«I comuni del locarnese possono e devono fare di più»

Emergenza acqua potabile: è il monito del comitato "Cittadini per il territorio del Locarnese"
Emergenza acqua potabile: è il monito del comitato "Cittadini per il territorio del Locarnese"
LOCARNO - L'anno in corso è stato segnato da una «siccità e penuria di acqua potabile anche nel Locarnese». Inoltre, «per Minusio e Tenerio la penuria è aggravata dall'inquinamento della falda, a seguito dello spurgo del bacino della Verzasca che ha mandato in tilt il loto approvvigionamento». È l'incipit del comunicato scritto dal comitato "Cittadini per il territorio Locarnese" incentrato sull' emergenza acqua potabile.
«La penuria d’acqua risulta da un consumo superiore all’approvvigionamento - si legge - per eliminarla occorre agire su ambedue le variabili: sia diminuendo i consumi e perdite delle condotte, sia diversificando le fonti d’approvvigionamento». I dati del Locarnese forniti dalla Società Svizzera dell’Industria del Gas e delle Acque (SSIGA) confrontati con la media Svizzera evidenziano «preoccupanti carenze di alcuni comuni nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ma soprattutto un eccessivo uso di acqua da parte di economie domestiche: a fronte della media svizzera di 296 l/giorno solo Gordola fa meglio (283 l,-13 l), segue Cugnasco (334,+38) mentre tutti gli altri segnalano scarti importanti: Locarno(+110), Minusio(+208), Ascona (+451) e Brissago (+642); servizi pubblici e fontane: rilevanti scostamenti percentuali dalla media nazionale (quattro,8%): Minusio +16,6%, Brissago +16,2%; consumo proprio del Servizio:rilevanti scostamenti percentuali dalla media nazionale (due,3%): Minusio +9%; perdite delle condotte: rilevanti scostamenti percentuali dalla media nazionale (12,2%): Cugnasco +25,9».
Il ciclo di approvvigionamento, distribuzione, consumo e trattamento di acqua potabile richiede un apporto di energia (pompaggio, distribuzione, igienizzazione e trattamento delle acque reflue). A eccezione di Gordola e Cugnasco, che hanno un bilancio energetico globale positivo (non hanno stazioni di pompaggio, sfruttano l’acqua delle sorgenti raccolta in bacini e turbinando l'acqua per produrre elettricità), gli altri comuni segnalano consumi superiori alla media svizzera.
Per affrontare penurie future e «diminuire l'esoso consumo energetico per approvvigionamento, distribuzione e trattamento dell'acqua, invitiamo i Comuni ad agire con celerità su quattro livelli». Nel concreto: «Recensire e valorizzare tutte le fonti di acqua accessibili (sorgenti, falda, laghi) secondo l’ordinanza federale sulla garanzia dell’approvvigionamento di acqua potabile, limitare sprechi e uso sconsiderato degli utenti (fissando quantitativi), eliminare le perdite delle condotte (ammodernare infrastrutture), adottare sistemi di controllo e gestione digitalizzati della rete idrica comunale (rilevatori di perdite, contatori elettronici), recuperare energia elettrica tramite turbinaggio, emanare regole per ridurre il fabbisogno pro capite nonché la temperatura dell’acqua sanitaria. Infine: informare e coinvolgere attivamente la popolazione».




