Corsi di nuoto gratuiti per richiedenti l'asilo. «E in Ticino?»

A chiedere lumi al Consiglio di Stato sono il deputato leghista Alessandro Mazzoleni e cofirmatari
BELLINZONA - Fa discutere anche in Ticino il tema dei corsi di nuoto gratuiti destinati ai richiedenti l’asilo, già attivi in alcune regioni della Svizzera interna su iniziativa della Croce Rossa. A sollevare la questione è un’interrogazione presentata il 13 luglio al Consiglio di Stato dal deputato della Lega dei Ticinesi Alessandro Mazzoleni, cofirmata dai colleghi Balli, Bignasca, Genini Sem, Minotti, Ostinelli, Piccaluga, Sanvido e Zucchetti.
Nel testo si richiama l’attenzione sul dibattito emerso negli ultimi giorni e sulla necessità di chiarire la situazione nel Cantone. «La trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche è essenziale per evitare interpretazioni fuorvianti e tensioni sociali, soprattutto su temi sensibili come quello dell’asilo», si legge nell’atto parlamentare.
I firmatari chiedono innanzitutto se anche in Ticino la Croce Rossa o altri enti attivi nell’ambito dell’accoglienza organizzino corsi di nuoto gratuiti per richiedenti l’asilo o persone ammesse provvisoriamente. In caso affermativo, domandano quanti corsi siano stati svolti negli ultimi cinque anni, con quanti partecipanti e con quali obiettivi.
Al centro dell’interrogazione vi è anche il tema dei costi e delle modalità di finanziamento. I deputati vogliono sapere quali siano le fonti di finanziamento di eventuali corsi, se vi sia un coinvolgimento diretto o indiretto del Cantone o di altri enti pubblici e se i docenti o gli istruttori siano retribuiti, nonché da chi e con quali fondi.
Un ulteriore punto riguarda l’utilizzo delle infrastrutture: le piscine o gli spazi impiegati per i corsi vengono messi gratuitamente a disposizione oppure comportano spese a carico della collettività?
L’interrogazione solleva inoltre una questione di equità. Qualora tali iniziative fossero sostenute anche solo in parte con risorse pubbliche, i firmatari chiedono se sia opportuno valutarne l’estensione ai cittadini ticinesi, in particolare a bambini, giovani e adulti con difficoltà economiche interessati ad acquisire competenze natatorie.
Infine, viene sollecitata una comunicazione chiara da parte del Consiglio di Stato. Secondo i deputati, un’informazione trasparente sulle modalità di organizzazione e finanziamento di queste iniziative potrebbe contribuire a prevenire polemiche e il diffondersi di informazioni incomplete o distorte, evitando così il rischio di tensioni sociali.



