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CANTONE / ITALIA
01.07.2020 - 23:300
Aggiornamento : 02.07.2020 - 09:47

Pista ticinese nel maxi sequestro di "droga della Jihad"

Il carico confiscato a Salerno e proveniente dalla Siria era intestato a una società con sede a Lugano

SALERNO - Erano intestati a una ditta svizzera, con sede a Lugano secondo quanto anticipato dai media italiani, i cilindri di carta rinvenuti nell'ambito del maxi sequestro di droga operato dalla Guardia di Finanza di Napoli a Salerno.

I cilindri, che celavano migliaia di pasticche di anfetamina provenienti dalla Siria, sono stati intercettati all'interno di 3 container sospetti. Un sequestro da record di 14 tonnellate della cosiddetta "droga della Jihad", assai diffusa in Medio Oriente.

Non è al momento chiaro quale fosse la destinazione finale dello stupefacente. Secondo le Fiamme Gialle, è probabile che - dati il valore totale delle spedizioni e la distribuzione sui mercati di riferimento - possa essere coinvolto un «consorzio» di gruppi criminali. 

La pista degli inquirenti - L’ipotesi, viene spiegato, è che «durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata e quindi alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti». Le indagini quindi proseguono. E i responsabili potrebbero, spiegano gli inquirenti, operare per conto di un “cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale.

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