rescue media
CANTONE / CONFINE
18.03.2017 - 20:220
Aggiornamento : 19.03.2017 - 09:40

Morte sul Lago Maggiore per una frana, domani riunione d’emergenza

L'arteria è percorsa nei fine settimana soprattutto dai molti turisti in transito dal Ticino, mentre in settimana sono centinaia i lavoratori frontalieri che la percorrono per recarsi al lavoro

VERBANIA - La frana si è staccata all'improvviso e i massi hanno invaso la statale 34 del Lago Maggiore al confine con la Svizzera, trasformando in tragedia una bella giornata di sole. Un motociclista ticinese di 68 anni è stato travolto e ucciso, mentre due automobilisti italiani hanno riportato lievi ferite.

L'incidente è avvenuto tra Cannobio e Cannero Riviera, in frazione Carmine, in un tratto di strada - ora chiusa a tempo indeterminato - in cui da oltre due anni si lavora per la messa in sicurezza della parete della montagna, già franata almeno due volte.

I primi a intervenire sul posto sono stati i carabinieri, poi la polizia e i pompieri. Un elicottero del 118 ha trasportato il motociclista in ospedale, ma per lui non c'è stato nulla da fare. Per regolare la viabilità sono stati impegnati anche gli agenti della polizia municipale di Verbania, Cannero Riviera, Cannobio e i volontari dell'Aib di Cannobio. Per domani mattina è stata convocata, alle 10.30 a Villa Taranto, una riunione d'emergenza con gli amministratori locali per valutare le modalità della viabilità alternativa.

Alla riunione parteciperanno anche i rappresentanti di Vco Trasporti e Navigazione Lago Maggiore "I geologi sono al lavoro sul versante, per capire se ci siano altri pericoli", spiega il primo cittadino Albertella. L'arteria è percorsa nei fine settimana soprattutto dai molti turisti che arrivano e vanno verso la Svizzera, mentre in settimana sono centinaia i lavoratori frontalieri che la percorrono per recarsi al lavoro in Ticino.

La frana si è verificata a circa 300-400 metri dal cantiere dell'Anas per la messa in sicurezza del versante. La stessa zona in cui, nel novembre 2014, si era verificata un'altra grossa frana che aveva seriamente danneggiato la strada, poi rimasta chiusa 15 giorni. Pochi mesi dopo, nel gennaio 2015, la strada era stata interessata da altri lavori di messa in sicurezza per eliminare uno spuntone di roccia pericolante. Un problema costante, dunque, quello della sicurezza sull'arteria internazionale che collega l'Italia e la Svizzera.


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-08-11 00:23:07 | 91.208.130.86