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Il SISA sostiene la petizione per abolire la tassa d'esenzione dal servizio militare

Secondo il sindacato, la misura colpisce i giovani dichiarati inabili per motivi fisici o psichici, imponendo loro un contributo oneroso
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Il SISA sostiene la petizione per abolire la tassa d'esenzione dal servizio militare
Secondo il sindacato, la misura colpisce i giovani dichiarati inabili per motivi fisici o psichici, imponendo loro un contributo oneroso

BELLINZONA - Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) sostiene la petizione lanciata il 24 aprile dalla Gioventù Comunista per abolire la tassa d’esenzione dal servizio militare, definita «arbitraria» e «discriminatoria».

Secondo il sindacato, la misura colpisce i giovani dichiarati inabili per motivi fisici o psichici, imponendo loro un contributo minimo di 400 franchi annui, o il 3% del reddito imponibile, per 11 anni. Nel 2025 il 20,8% dei giovani reclutati, pari a 7692 persone, è stato giudicato inabile. Nel 2024, la tassa ha generato entrate per 167 milioni di franchi.

Per il SISA, si tratta di una penalizzazione che viola il principio costituzionale di non discriminazione, in particolare nei confronti delle persone con disabilità. Il sindacato richiama anche le sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani del 2009 e del 2021 che hanno condannato la Svizzera sul tema.

La tassa, sottolinea l’organizzazione, pesa ulteriormente su una generazione già colpita dall’aumento del costo della vita, tra inflazione, premi sanitari e tasse universitarie in crescita.

Nel quadro di quello che viene definito un processo di militarizzazione del Paese, il SISA invita studentesse e studenti a sostenere la petizione e chiede alle altre realtà progressiste di prendere posizione.

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