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LUGANO

A pagamento con Venditti ed Ernia, Estival cambia pelle: «L'era d'oro non tornerà più»

In una conferenza stampa non priva di tristezze la Città ha presentato il futuro del festival luganese fra qualità e autosostegno in un momento complesso. L'addio di Marti: «Eravamo ottimisti ma forse ci siamo illusi»
Archivio Ti-press/Imago
A pagamento con Venditti ed Ernia, Estival cambia pelle: «L'era d'oro non tornerà più»
In una conferenza stampa non priva di tristezze la Città ha presentato il futuro del festival luganese fra qualità e autosostegno in un momento complesso. L'addio di Marti: «Eravamo ottimisti ma forse ci siamo illusi»

LUGANO - Cambiano i tempi e anche le istituzioni, le eminenze grigie, non possono fare altro che adattarsi.

È questo il caso di Estival che per il suo 46esimo ha deciso, come già anticipato a fine marzo, cambia la sua formula: non più (solo) concerti gratuiti. Ma due date a pagamento con nomi di grande richiamo.

Venditti, Ernia e la serata jazz (gratis)
Il primo artista, il trapper-cantautore Ernia, che si esibirà sabato 11 luglio in Piazza Riforma, era già stato annunciato. Il secondo, Antonello Venditti per la serata di venerdì 10 luglio, è stato reso noto questa mattina del 28 aprile in una conferenza stampa dai toni tristi e particolarmente sommessi e dominata da lunghi silenzi.

Erano presenti il Capodicastero Roberto Badaracco, il Direttore della Divisione eventi e congressi Claudio Chiapparino e quello che è ormai l'ex-direttore artistico di Estival Jacky Marti il quale ha confermato proprio oggi il suo passo in dietro.

Il motivo del cambiamento, come anticipato dallo stesso vicesindaco, è legato ai costi e alla necessità di «trovare un nuovo equilibrio capace di conciliare eccellenza artistica e sostenibilità economica». Versione ribadita anche dal podio della Sala del Consiglio comunale di Lugano.

Un periodo d'oro «che non tornerà più»
«Sia prima sotto la conduzione Marti-Wyden, sia con la partecipazione della Città di Lugano, Estival Jazz può vantare una tradizione di qualità assoluta, una grande visibilità a livello mondiale e di cui siamo estremamente fieri», aggiunge Badaracco, «45 anni che rappresentano un periodo d'oro che, è triste dirlo, francamente non è più ripetibile. È cambiata Lugano ma è cambiato anche il mondo. Ed è importante non restare ancorati alle proprie posizioni, ma avere il coraggio di cambiare».

La “rottura” del modello Estival Jazz arriva nel post-Covid con un graduale aumento del disinteresse da parte degli sponsor, che ha allertato il comitato organizzativo, il quale ha quindi interpellato direttamente la Città.

Badaracco: «A noi piange il cuore, ma la gratuità non è un mantra»
«Una cosa ci è stata da subito chiara: non volevamo perdere Estival Jazz», continua Badaracco, che ribadisce come la strada della gratuità «al giorno d'oggi non sia più percorribile, con artisti che chiedono sempre di più, sponsor molto meno generosi e più attenti al rientro d'immagine, e - da ultimo - i 10 milioni di risparmio voluti dalla Città che nell'ultimo periodo ci hanno costretto a “fare le capriole”».

«A noi piange il cuore», aggiunge, «sappiamo che tante realtà sono state toccate, ed Estival è fra queste». Il vicesindaco risponde alle critiche apparse sul web, fra social e affini: «Siamo sempre stati un Eldorado a livello svizzero, la gratuità non è un mantra, se si vuole la qualità al giorno d'oggi è necessario pagare».

La nuova formula di Estival, negli anni a venire, resterà quindi questa: «A meno di grandi sconvolgimenti», ovvero le due serate del weekend a pagamento - «senza fare cassetta, ma un tributo giusto per godersi una serata di qualità in un contesto splendido» - e una gratuita all'insegna del jazz (quella di giovedì).

Una Piazza (non così Grande) che punta all'autosostegno
«È grande il dispiacere di dover interrompere una tipologia di programmazione come quella di Estival, per motivi che non dipendono dalla nostra volontà», aggiunge Claudio Chiapparino. Una Divisione, quella degli Eventi, che si è trovata proprio nel 2025 a dover far fronte alla necessità di risparmio della Città «in corso d'opera».

Il tentativo delle sedie a pagamento, che «non ha poi tanto funzionato», annuisce Chiapparino, a cui ha fatto seguito «la volontà di provare quest'anno a “forzare la mano” con la Piazza a pagamento, legata alla necessità di far fronte alle ulteriori misure di risparmio previste da qui al 2030».

Piazza Riforma, inoltre, non è Piazza Grande: «può ospitare al massimo 2'000 posti seduti - bar compresi - e quindi l'obiettivo è quello dell'autosostegno e non del lucro», puntualizza, «sono scelte che non avremmo mai voluto fare ma quest'anno l'offerta rimane comunque di livello».

ZAFChiapparino, Badaracco e Marti, in conferenza stampa

Marti: «Grato alla Città, eravamo ottimisti ma forse ci siamo illusi»
Una sequela infinita e impressionante di nomi, un altrettanto colossale bagaglio di ricordi. Jacky Marti non nasconde l'emozione parlando della sua creatura: «Un nome o un concerto? Impossibile, sono tantissimi, più di 1'000 e non solo a Lugano. Proprio oggi, venendo qui a Palazzo civico, mi è venuto in mente il concerto della giapponese Shibusa Shirazu Orchestra, con quel dragone gonfiabile a galleggiare sopra la Piazza in un trionfo di poesia. La gioia più grande? Forse il Grammy ricevuto nel 2010 per il live di Joe Zawinul».

Un viaggio, quello di Estival Jazz, «fatto di alti e bassi e di tanto sudore e fatica», continua Marti, ma la consapevolezza che qualcosa si era rotto è arrivata con il Covid: «durante il biennio pandemico è stato senz'altro il punto più basso, lì abbiamo capito che non ce la si faceva più. Andreas ha mollato, è uno lungimirante. Io però ho insistito, sono grato alla Città - a Roberto e Claudio - perché hanno preso in mano la “patata bollente”. Eravamo ottimisti, ma forse ci siamo illusi».

«Il mondo è cambiato, la Terra si è capovolta due o tre volte, è cambiato il pubblico e anche i musicisti», aggiunge, «se ho un consiglio per il futuro di Estival? Di continuare a toccare il cuore del pubblico. Io quest'anno in Piazza Riforma ci sarò, per Antonello e per Ernia, con mio figlio».

La stoccata finale di Armida De Marta
In Sala si accendono i toni in seguito all'intervento di Armida De Marta, organizzatrice del Festival Poestate, che, mossa da un «dispiacere di cuore», si dice «incredula» sul cambiamento di paradigma scelto da Estival, proponendo una collaborazione con il LAC e chiamando in causa direttamente Badaracco.

Dura la risposta del Capodicastero che taglia corto, ricordando il dibattito a suon di scintille con l'allora sindaco Marco Borradori, per un intervento «assolutamente non necessario in un momento già di grande tristezza», invitandola a spegnere il microfono e a un confronto privato.

De Marta, dal canto suo, ha rincarato la dose parlando di «censura, minacce e prevaricazione», ribadendo che «se si vuole fare il vicesindaco, bisogna essere in grado di accettare le critiche».

Il programma di Estival 2026
Giovedì 9 luglio - Hamilton De Holanda trio con l'Orchestra della Svizzera Italiana. Apre Amaro Freitas. Serata gratuita
Venerdì 10 luglio - Antonello Venditti. La prevendita sarà attiva da mercoledì alle 12 su biglietteria.ch
Sabato 11 luglio - Ernia. Apre Odisse & Good Compny. La prevendita è già attiva su biglietteria.ch

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