LUGANO
02.06.2019 - 18:430
Aggiornamento : 17.06.2019 - 15:48

Scintille tra Armida Demarta e Marco Borradori

Lei: «Per Poestate riceviamo poco». Lui: «Non mi sembra proprio»

LUGANO - Uno scoppiettante dibattito attorno al ruolo della cultura in Ticino è terminato con qualche scintilla di troppo, tanto da mostrare qualche nervo scoperto di troppo. Ed è quello che è successo venerdì sera durante l’ultima edizione di Poestate. La sua creatrice Armida Demarta, ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e far notare che in Ticino esistono manifestazioni che ricevono grandi benefici economici e altre invece che ricevono solo briciole. Poestate farebbe parte di questa seconda categoria. «C’è uno spreco di risorse, si può creare una dimensione molto più forte nella Svizzera italiana. C’è un malumore e un brutto modo di lavorare. C’è tanta offerta culturale ma anche tanti cloni, tanti copia-incolla» ha dichiarato durante il dibattito. L’organizzatrice ha pure fatto notare che a tutt’oggi non ha ancora ricevuto il patrocinio per l’edizione del prossimo anno. Parole che hanno fatto saltare la mosca al naso al sindaco, presente tra il pubblico, che ha contestato «il piangersi addosso» di Armida Demarta e il continuare a ripetere che Poestate possa non sopravvivere. Argomenti che per Borradori hanno «fatto scadere» i toni della discussione. Non si puo’ accontentare tutti, ha sottolineato il sindaco. «La cultura è un luogo dove chiunque può trovare qualcosa che lo fa stare bene», ha ribadito riconoscendo tuttavia che il problema degli investimenti esiste.

Signora Demarta, ha fatto arrabbiare Borradori

«Io ero molto tranquilla, capisco che i politici siano spesso sotto pressione soprattutto in questo periodo. Ho solo fatto notare che ho inoltrato nel mese di luglio dello scorso anno la richiesta di patrocinio per la prossima edizione, e non ho ancora ricevuto risposta. Mi hanno detto che ci sarà un rinnovo della convenzione, ma non so in quale misura. Sto già lavorando per il prossimo anno, mi sto portando avanti, la progettualità culturale è non stop  e alcune certezze devo averle sin da ora, perchè diversi contatti sono già avviati».

Ha detto che non tutte le manifestazioni vengono trattate allo stesso modo?

«Non lo dico solo io, ma sono in molti a riferirlo: in Ticino c’è una disparità di trattamento, c’è un sistema “inquinato”. Poestate esiste dal 1997, è il primo evento letterario del Canton Ticino, eppure non ha mai ricevuto somme importanti come altre manifestazioni».

Perchè secondo lei?

«Perchè esiste una disarmornia nella gestione culturale che fà si che si creino entità privilegiate rispetto ad altre. E poi diciamola tutta, io non faccio parte di alcun entourage di prestigio. No Club? No party! E come me molti altri».

Cosa le è dispiaciuto di questa edizione?

«Non aver potuto realizzare il progetto nel suo insieme in quanto inizialmente molto più corposo»

Cosa le è piaciuto di più?

«A parte il successo il successo di questa edizione, che Marco Solari, presidente del più grande evento culturale del Ticino, il Locarno Film Festival, abbia speso parole buone per Poestate e abbia riconosciuto il valore del nostro lavoro».

La parola a questo punto passa a Marco Borradori.

Sindaco Borradori si è dunque arrabbiato?

«Ho fatto un intervento sanguigno. Ci tengo a ribadire che la Città è stata ed è tuttora vicina a Poestate, tant’è vero che l’evento si tiene nel patio di Palazzo Civico proprio a dimostrazione della vicinanza della città alla manifestazione. È stata una tavola rotonda sulla cultura molto interessante. Peccato che alla fine Armida Demarta anzichè continuare a fare la moderatrice ha preferito rivendicare alcuni fattori personali. La sua è stata una derapata. Se ci sono dei problemi con la Città esistono le sedi opportune per risolverli, in quel contesto è stato del tutto fuori luogo.

Ci sono eventi che ricevono più soldi rispetti ad altri?

Non mi sembra che Poestate riceva poco e non parlerei proprio di disparità di trattamento. In passato ha avuto somme importanti. Anzi dirò di più, in molte occasioni siamo stati perfino rimproverati di dare troppo a Poestate. Rientra un po’ nel dna degli organizzatori o degli artisti sentirsi sempre un po’ discriminati».

LEGGI IL NOSTRO SPECIALE SU POESTATE

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