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MONTECENERI

Casa montana di Nante, il Governo: «Tutto regolare»

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro la risoluzione adottata dal Legislativo lo scorso giugno.
Ti-Press / Francesca Agosta
Fonte RED
Casa montana di Nante, il Governo: «Tutto regolare»
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro la risoluzione adottata dal Legislativo lo scorso giugno.

MONTECENERI - Il Consiglio di Stato ticinese ha respinto il ricorso presentato da tre cittadini di Monteceneri contro il progetto di ristrutturazione della casa montana Madonna delle Nevi a Nante, confermando così la decisione del Consiglio comunale, dello scorso 11 giugno, e il credito di 4,71 milioni di franchi destinato all’opera.

I ricorrenti avevano contestato diversi aspetti della decisione, in particolare la presunta carenza di informazioni sui costi, sui finanziamenti esterni e sul modello di gestione futura. Secondo loro, il progetto presentava incertezze finanziarie e un rischio eccessivo per il Comune, oltre a possibili violazioni dei principi di gestione finanziaria e del divieto di speculazione.

Il Consiglio di Stato ha tuttavia ritenuto infondate queste critiche. Nella sua analisi ha evidenziato come il progetto e il preventivo siano stati elaborati in modo completo e conforme alle normative, sottolineando che l’aumento dei costi rispetto alle prime stime è giustificato dall’evoluzione del progetto e dall’adeguamento a requisiti legali, in particolare quelli energetici.

Per quanto riguarda il finanziamento, il Governo cantonale ha rilevato che il messaggio municipale indicava chiaramente le fonti previste, tra cui contributi cantonali, incentivi energetici e fondi propri. Non è inoltre necessario, secondo la legge, che tali contributi siano già formalmente garantiti al momento della decisione del legislativo, spettando a quest’ultimo valutare e assumere eventuali rischi.

Il Consiglio di Stato ha inoltre escluso sia la presenza di un conflitto di interessi nella procedura decisionale, sia una violazione del divieto di speculazione. L’intervento è stato giudicato di chiaro interesse pubblico, in quanto destinato principalmente all’utilizzo da parte delle scuole e di altre attività educative.

È possibile impugnare la decisione del governo cantonale davanti al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM). Inoltre, qualora la risoluzione diventasse definitiva, la decisione passerà alla popolazione, dato che il referendum promosso contro l’atto del Legislativo ha avuto esito positivo.

Possibilità questa che sembra intenzionato a intraprendere il Comitato che ha promosso il referendum. Ci sono infatti alcuni elementi che la decisione del Consiglio di Stato ha fatto emergere. Per esempio? «I sussidi cantonali non sono affatto garantiti», viene spiegato in una nota stampa. «Non è quindi come abilmente era stato fatto credere: questi aiuti restano a tutt’oggi una semplice ipotesi o speranza. Si prende atto anche che, inspiegabilmente, il Municipio non ha ancora avviato la procedura di richiesta formale dei sussidi, come era stato invitato a fare dal Cantone già il 18 luglio 2024. Due anni di immobilismo».

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