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LUGANO

OtherMovie Lugano 2026: trionfa “God as my Witness”

Con oltre 1'200 presenze agli eventi, compresi tre sold out, OtherMovie conferma la propria solidità nel panorama della cultura indipendente luganese.
OtherMovie Lugano
Fonte RED
OtherMovie Lugano 2026: trionfa “God as my Witness”
Con oltre 1'200 presenze agli eventi, compresi tre sold out, OtherMovie conferma la propria solidità nel panorama della cultura indipendente luganese.

LUGANO - È ‘God as my Witness – Lo giuro a Dio’ il film vincitore di OtherMovie Lugano Film Festival. La quindicesima edizione, svoltasi dal 17 al 25 aprile, si è conclusa dunque con la premiazione di un coraggioso film relativo al delicato tema degli abusi sessuali, uno degli argomenti trattati durante la manifestazione, che quest’anno ha avuto come fil rouge il tema del cambiamento.

Con oltre 1'200 presenze agli eventi, compresi tre sold out, OtherMovie conferma la propria solidità nel panorama della cultura indipendente luganese e l’appuntamento è già per la sedicesima edizione nella primavera 2027. Di seguito il palmarès.

In un’annata ricca di documentari, è stato proprio uno di questi ad aggiudicarsi il premio come miglior pellicola proiettata. God as my Witness – Lo giuro a Dio della regista statunitense Lindsay Q. Pitre, presentato nella sezione L’Incontro – dedicata ai lungometraggi internazionali –, è un’incisiva inchiesta che spazia tra le testimonianze delle vittime e le responsabilità istituzionali, che hanno coperto le violenze subite all’interno dell’Arcidiocesi cattolica di New Orleans. La giuria, presieduta da Matteo Balsamo, ha premiato il film anche per la solidità stilistica, il montaggio efficace e la cura della fotografia: «Rappresenta al meglio – conclude la motivazione – la potenza del cinema, capace di trasformare una storia locale in un appello universale alla giustizia».

Nella medesima sezione hanno ricevuto una menzione speciale anche Mamma Yamuna di Vito Robbiani e Brides di Nadia Fall. Nel primo, il regista ticinese affronta il tema dell’inquinamento ambientale parlando del fiume sacro indiano e ad aver convinto la giuria sono lo sguardo poetico, il montaggio equilibrato e la complessità dell’argomento. Del film britannico è piaciuta invece soprattutto la storia raccontata: un road movie che parla di due amiche, due adolescenti musulmane, che fuggono da contesti famigliari difficili alla ricerca della propria identità. Un argomento trattato dalla regista con finezza e senza moralismi.

Passando ai cortometraggi, a vincere nella categoria del concorso nazionale OtherSwiss Short è Tenére, tenére, tenére… fino alla fine di Edoardo Nerboni, premiato per la profondità del racconto e l’intensità emotiva con la quale è stata narrata la storia della protagonista, che affronta l’argomento della disabilità e dello sport. Restando in tema cortometraggi, il premio per miglior corto internazionale della sezione [S]guardo da vicino, è andato allo spagnolo Tribù di Carlos Gomez Trigo. Alla pellicola sono stati riconosciuti uno sguardo sensibile su un tema d’attualità – la normalizzazione di sessismo e violenza di genere in contesti di branco –, una sceneggiatura definita impeccabile e una solida interpretazione da parte degli attori. Il premio per la miglior regia è stato invece assegnato Phosgene Tears to Old Kassandra di Alessandra Pescetta. Una scelta coraggiosa da parte della giuria, in quanto l’artista italiana ha realizzato il proprio cortometraggio con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Una modalità ritenuta innovativa e potente, che ha saputo valorizzare il tema trattato, ossia la tragedia dell’utilizzo del gas nervino durante la Prima guerra mondiale, trasformandolo in un’esperienza visiva e sensoriale impattante. Menzione speciale, infine, nella sezione ad Astronauta di Giorgio Giampà: ambientato nella giungla guatemalteca, ha saputo narrare con coerenza e sensibilità il tema della relazione genitore-figlio.

«Siamo molto soddisfatti di quest’edizione – osserva il direttore del Festival Drago Stevanovic – e in generale degli ultimi anni. Abbiamo l’impressione che OtherMovie stia ottenendo il giusto riconoscimento per il grande lavoro svolto dal nostro team di volontari per l’intero anno. Per la ricerca di temi, proiezioni, interlocutori, artisti, che possano portare un valore aggiunto e uno sguardo innovativo, e proprio da lì nasceil nome del Festival, al panorama culturale della nostra città. Provare a porci come ponte fra culture ed espressioni artistiche è la base della nostra idea sin dalla fondazione di OtherMovie nel 2012. Una chiave di lettura che in passato era considerata di nicchia e che oggi è sempre più frequente e trasversale. Una messaggio condiviso dunque da un crescente numero di operatori culturali, che assieme contribuiscono a creare la scena culturale indipendente di Lugano, in sviluppo e in consolidamento».

«Ringrazio gli organizzatori per l’impegno e l’entusiasmo profusi nell’allestimento del programma di quest’anno – ha detto il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco durante la cerimonia di chiusura –. Ogni anno il Festival riesce a farci riflettere su argomenti importanti attraverso dei film che approfondiscono temi che toccano il cuore, la mente e l’attualità. Credo che questo sguardo aperto verso un orizzonte a 360 gradi sia molto importante per la nostra Città, che vogliamo aperta, in grado di confrontarsi e di discutere. Credo che OtherMovie raggiunga l’obiettivo di portare un valore aggiunto e di questo vi ringrazio di cuore».

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