Il futuro del servizio pubblico accende il dibattito agli studi RSI

Oltre 60 persone hanno partecipato all’incontro organizzato dal sezione di Lugano del Centro.
Oltre 60 persone hanno partecipato all’incontro organizzato dal sezione di Lugano del Centro.
LUGANO - Una chiara bocciatura dell’iniziativa popolare “200 franchi bastano!” è emersa dalla votazione indicativa svolta al termine dell’incontro organizzato dal Distretto il Centro Lugano nella mattinata di oggi presso gli studi RSI di Comano. All’evento hanno partecipato oltre 60 persone.
La mattinata si è aperta con una visita guidata agli studi, condotta dalle collaboratrici Laura Pozzi e Daniela Gusmeroli, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta delle attività, dei processi produttivi e del lavoro quotidiano che sta dietro alla realizzazione dei programmi informativi, culturali e di intrattenimento.
Nel suo intervento di saluto, il presidente distrettuale Michele Roncoroni ha invitato a non limitare il dibattito alla sola dimensione finanziaria del canone, sottolineando l’importanza di una riflessione più ampia sul ruolo del servizio pubblico, sulla qualità dei contenuti e sull’identità culturale e informativa che esso garantisce al territorio. È seguito il saluto del direttore della RSI, Mario Timbal.
Il momento centrale della mattinata è stato il dibattito, moderato dal giornalista de laRegione Ivo Silvestro, che ha visto confrontarsi il consigliere nazionale del Centro Giorgio Fonio e la granconsigliera UDC Raide Bassi, offrendo al pubblico due visioni differenti sul futuro del finanziamento del servizio pubblico.
Nel corso del confronto, Raide Bassi ha sottolineato che l’iniziativa non intende attaccare la RSI, ma propone di ridurre il canone a un livello ritenuto dai promotori sufficiente per garantire il servizio pubblico, alleggerendo al contempo l’onere per cittadini e imprese. Ha inoltre ribadito la propria visione di uno Stato che interviene nell’economia solo laddove il mercato non riesce a soddisfare determinati bisogni sociali.
Dal canto suo, Giorgio Fonio ha riconosciuto che il sistema attuale del canone presenta alcune criticità, ma ha evidenziato il forte impatto sociale del servizio pubblico e il ruolo centrale che esso svolge in una realtà periferica come il Ticino. Fonio ha inoltre ricordato che negli ultimi anni sono già stati avviati processi di razionalizzazione delle risorse e ha messo in guardia dal rischio che una riduzione significativa dei finanziamenti possa compromettere la produzione di approfondimenti, inchieste e informazione regionale di qualità. Durante il dibattito è emerso anche il tema del pluralismo dell’informazione e del ruolo complementare tra servizio pubblico ed emittenti private.
Al termine dell’incontro, i presenti sono stati invitati a esprimersi tramite una votazione post-dibattito. Il risultato ha evidenziato una netta bocciatura dell’iniziativa “200 franchi bastano!”, confermando la forte attenzione verso il mantenimento di un servizio pubblico solido, radicato sul territorio e capace di garantire informazione e contenuti di qualità.
Alla mattinata erano presenti, tra gli altri, la granconsigliera Maddalena Ermotti Lepori, i vicepresidenti distrettuali Benedetta Bianchetti, Giovanni Berardi e Filippo Martinoli, oltre a diversi sindaci e consiglieri comunali del Luganese.






