«Nomina illegittima», di nuovo

Il TRAM ha bocciato, per la seconda volta, la designazione dei due direttori della Sezione dell’insegnamento medio superiore. L'MPS: «Nomine "cucinate" all'interno di una ristretta cerchia».
BELLINZONA - Il Tribunale amministrativo cantonale, per la seconda volta, ha dichiarato illegittima la nomina dei due direttori della Sezione dell'insegnamento medio superiore (SIMS). Lo anticipa la RSI, citando la decisione, datata al 3 febbraio scorso.
La nomina dei due alti funzionari, inizialmente decisa dal DECS, era, come detto, già stata bocciata. In seguito, il Consiglio di Stato aveva però confermato entrambi. La nuova decisione da parte del TRAM arriva a seguito del ricorso inoltrato da un altro candidato per il posto, rappresentato dall'avvocato Gianluca Padlina.
«Nomine decise e "cucinate" all'interno di una ristretta cerchia» - L'MPS, intanto, in una presa di posizione scrive che «ha preso atto della decisione del Tribunale amministrativo cantonale che ha accolto anche il secondo ricorso contro le nomine alla direzione della SIMS effettuate nel giugno 2024. Una decisione che conferma, senza più alcuna ambiguità, la grave leggerezza con cui la direzione del DECS ha gestito questa vicenda».
«I deputati dell’MPS erano stati i primi, già nei giorni immediatamente successivi alle nomine, a sollevare pubblicamente e in sede parlamentare forti perplessità su qualifiche, criteri di selezione e modalità decisionali adottate dal DECS (atto parlamentare 80.24). Perplessità che oggi trovano una seconda conferma giudiziaria».
Quelle nomine, sottolinea l'MPS, «sono state decise e “cucinate” all’interno di una ristretta cerchia, attorno al capo della Divisione della scuola Berger, con l’ostinato e incomprensibile sostegno della direttrice del DECS. Sarebbe bastato un minimo confronto con il mondo della scuola per capire che tali scelte erano destinate a suscitare una forte opposizione tra docenti e candidati esclusi. Così è stato».
«Grave ignorare la prima decisione» - Ancora più grave, per il partito, «è quanto avvenuto dopo il primo ricorso accolto: invece di trarne le dovute conseguenze, la direzione del DECS ha scelto di ignorare deliberatamente la decisione del tribunale, riproponendo le stesse nomine, in un atto di aperta sfida istituzionale. Oggi il DECS deve subire una seconda bocciatura da parte del TRAM».
«Occorre riaprire il concorso» - «A questo punto la situazione è chiara: le due persone nominate non possono più continuare a dirigere la SIMS. Occorre tornare alla casella di partenza e riaprire un nuovo concorso, mettendo finalmente fine a una gestione fallimentare che ha fatto perdere quasi due anni a un settore fondamentale della scuola ticinese. Le Scuole medie superiori attraversano una fase delicata, segnata dall’introduzione dei nuovi piani di studio e da difficoltà crescenti legate anche alla crisi sociale in atto. In questo contesto, l’incapacità del DECS di garantire una direzione solida, autorevole e legittimata è una responsabilità politica grave».
L’MPS invita infine la direzione del DECS e il Consiglio di Stato «a voltare pagina, abbandonando logiche autoreferenziali e opache, e ad avviare un nuovo percorso fondato su una vera consultazione del mondo della scuola: docenti, direzioni ed esperti».
«Prendano atto del vicolo cieco e aprano un nuovo concorso» - «Dopo un anno, siamo al punto di prima e tra i docenti dei licei e della Scuola di Commercio si respira ancora malcontento e confusione», commenta Il Gruppo Scuola di ErreDiPi. Malcontento perché, spiega, «le modifiche all’ordinanza federale di maturità rischiano di cambiare il DNA delle scuole superiori, costrette da esigenze di forza maggiore a smettere i panni di scuole di cultura generale per il più pratico e spendibile outfit di dispensari di competenze pratiche. Confusione perché pare probabile che le critiche nette contro questo cambiamento già emerse dal corpo docente non verranno prese in considerazione e che la difesa della specificità della scuola ticinese verrà probabilmente sacrificata sull’altare delle questioni, appunto, di forza maggiore».
Il Gruppo Scuola invita il DECS e il Consiglio di Stato ad avere «un pizzico di coraggio». «Prendano atto di essersi infilati in un vicolo cieco e aprano un nuovo concorso – con regole trasparenti – che metta alla testa della SIMS qualcuno che conosca i licei ticinesi/la SCC».



