Parco fotovoltaico sopra Airolo: «Area protetta» e arriva l'opposizione

Pro Natura Ticino, Ficedula, WWF Svizzera Italiana e Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio evidenziano diverse lacune nel progetto denominato Airolo Alpin Solar.
AIROLO - Con l'Airolo Alpin Solar, il parco solare alpino sull'Alpe Pontino, l’Azienda comunale di Airolo e l’Azienda multiservizi di Bellinzona intendono realizzare un grande impianto solare per la produzione di energia rinnovabile. Ma Pro Natura Ticino, Ficedula, WWF Svizzera Italiana e Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio non ci stanno e hanno presentato opposizione al progetto.
«Il progetto di un parco solare nel comparto dell’Alpe Pontino tocca un’area protetta a livello federale, nonché una bandita di caccia», viene sottolineato nel comunicato odierno. «Valori naturali di alto pregio e la presenza di numerose specie, animali e vegetali, minacciate ne giustificano la protezione. Per legge questi luoghi vanno conservati intatti, eccezionalmente vi si può intervenire dopo un’accurata ponderazione di tutti gli interessi in gioco. Una progettazione dettagliata è dunque imprescindibile per poter valutare se un intervento in un comparto protetto sia giustificato. La documentazione presentata dall’istante è lacunosa: non permette di determinare l’impatto naturalistico del progetto e delineare le necessarie misure di compenso ambientale».
In particolare rimangono insufficientemente chiariti i seguenti aspetti:
• Le informazioni contenute nel Rapporto di impatto ambientale non permettono di comprendere il reale impatto su flora, faune e ambienti. Ciò è fondamentale per poter disporre le opportune e commisurate misure di compenso ambientale.
• L’assenza di un piano di monitoraggio che permetta di verificare il reale impatto del progetto sulle specie e il paesaggio protetti.
• I rilievi floristici sono parziali perché limitati ad una sola parte dell’area toccata dal progetto.
• I rilievi faunistici evidenziano la presenza di numerosi conflitti gravi con diverse specie - alcune delle quali prioritarie e in Lista Rossa – senza tuttavia proporre soluzioni commisurate. Particolarmente problematiche sono la perdita di zone di nidificazione e areali di parata (una delle più grandi in Ticino) del fagiano di monte, specie protetta, ma pure di diverse altre specie che perderanno il loro habitat; e l’ipotizzato aumento del tasso di mortalità delle grandi colonie di marmotte presenti nel comparto a causa della probabile cessazione dell’attività di alimentazione in seguito al disturbo dato dal cantiere, nonché il rischio di uccisione durante la posa delle strutture.



