Salario minimo, una settimana decisiva

I partiti si sono dati tempo e trattano per trovare un'intesa sull'iniziativa socialista. Se così non sarà: firme sui rapporti e il tema andrà in aula per la fine di febbraio
BELLINZONA - La partita sul salario minimo è entrata in una settimana decisiva. Con i partiti che si sono dati altri sette giorni di tempo, come riferiscono oggi i media ticinesi, la prossima riunione della Commissione della Gestione e finanze sarà il crocevia per capire se a prevalere sarà la volontà di cercare un compromesso sull'iniziativa socialista o se quest'ultima troverà, per la fine di febbraio, come da previsioni, la via dell'aula parlamentare.
In Gestione «abbiamo concordato che nei prossimi giorni, nei vari contatti tra i partiti, capiremo se c’è la possibilità concreta di elaborare un controprogetto. Se così sarà, con l’accordo di tutti derogheremo alle tempistiche che ci siamo dati e proseguiremo con le trattative», ha confermato al Corriere del Ticino il presidente della Commissione, Fabrizio Sirica. In caso contrario, saranno firmati i due rapporti - uno a favore e uno contrario - che accompagneranno il tema sui banchi del Gran Consiglio.
Un'apertura in direzione di un controprogetto, sul fronte dei contrari, c'è stata ieri da parte del PLR. E i paletti attorno a cui le trattative si potrebbero incagliare stanno nelle cifre. I liberali guardano a una forchetta tra i 21 e i 22 franchi. Forse troppo bassa per gli iniziativisti che difficilmente vorranno scendere al di sotto dei 22 franchi. E poi c'è la questione, delicatissima, della deroga prevista per i Contratti collettivi di lavoro (CCL). La sinistra punta ad abolirla e non intende scendere a compromessi, mentre i partiti borghesi (e con loro anche il mondo dell'economia), spingono per il suo mantenimento, in favore di una maggiore flessibilità.



