Materiale pirotecnico al chiuso: «Presto un divieto esplicito anche in Ticino»

Il Cantone annuncia, in conferenza stampa, la stretta in materia di sicurezza antincendio. Claudio Zali: «Più controlli e sanzioni più pesanti»
BELLINZONA - «È sempre possibile fare meglio». E anche in Ticino, una stretta in materia sicurezza antincendio è ormai dietro l’angolo. Questione di «un paio di settimane», come affermato questa mattina dal consigliere di Stato Claudio Zali. Un «ripensamento» delle misure, per evitare che in futuro «una nuova concatenazione di circostanze negative» possa innescare una nuova tragedia.
«Un deciso cambio di passo»
Dopo i fatti di Crans-Montana, in cui lo scorso Capodanno sono morte 40 persone, il Consiglio di Stato si è già riunito due volte, preparando la strada verso un inasprimento delle misure in vigore e un maggiore coordinamento operativo. «Per avere un contatto più diretto con la Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCAP), è stato modificato il regolamento sulla composizione di questa commissione e ne ho assunto la presidenza», ha spiegato Zali. Inoltre, «si è già convenuto con la Polizia cantonale di intensificare i controlli riguardo alle questioni antincendio ed è stato disposto un richiamo ai dossier autorizzativi di questi esercizi pubblici».
Un ulteriore e «deciso cambio di passo» può essere letto anche nel lavoro della stessa CCPA, che in precedenza si riuniva «ogni paio di mesi» mentre ora il ritmo degli incontri è di un paio di volte a settimana. Il prossimo avrà luogo nelle prossime ore.
La stretta: tre misure
In merito alla stretta vera e propria, sono tre le misure concrete sul tavolo: il divieto esplicito di utilizzo di materiale pirotecnico nei locali chiusi, l’intensificazione dei controlli del rispetto delle norme antincendio - «ai controlli già effettuati dalla Polizia verrà affiancato un esperto antincendio» - e saranno inoltre previste sanzioni «più incisive in caso di contravvenzioni alle norme antincendio». Ma «un altro campo su cui riteniamo indispensabile lavorare è quello della sensibilizzazione, con tutti gli attori interessati».
Nel dettaglio, ha sottolineato il direttore del Dipartimento del territorio, sono previsti un aggiornamento della checklist (vidimata dalla CCPA) da inviare a tutti gli esercizi pubblici e un nuovo vademecum destinato agli affittacamere. Sarà inoltre intensificato il coordinamento tra le polizie e i vari responsabili «nell'imminenza di grandi eventi». E qui, il primo pensiero va chiaramente al periodo dei carnevali. Non solo, verifiche e aggiornamenti (ed esercitazioni) sono previste anche per le strategie che riguardano scuole, ospedali e case.
Della Casa: «La responsabilità a carico del proprietario»
In Ticino, ha ricordato Fabio Della Casa, membro CCPA in rappresentanza della Conferenza delle Associazioni Tecniche del Cantone Ticino, «dal 2024 è entrata in vigore la nuova legge» sulla protezione antincendio. La prevenzione antincendio è basata sulle prescrizioni AICAA dichiarate vincolanti dal Concordato intercantonale.
In sintesi, «la responsabilità è sempre a carico del proprietario». Il concetto antincendio «viene eseguito dal garante della qualità. Ci sono i controlli di manutenzione che sono lasciati ai tecnici specialisti. Ai municipi spetta l’autorità di vigilanza. Mentre al Cantone compete l’alta vigilanza». La garanzia della qualità, ha proseguito Della Casa, varia dal grado 1 al 4 e in Ticino anche per gli edifici di grado uno possiamo avvalerci di specialisti antincendio. «Un plus» del nostro cantone.
Come vigilano i Comuni
E sulla vigilanza esercitata dai Comuni è entrato nel dettaglio Moreno Caverzasio, rappresentante in seno alla CCPA per l'Associazione dei Comuni Ticinesi, spiegando che gli esecutivi comunali «vigilano sull’applicazione delle misure antincendio prendendo atto della presenza dei concetti di protezione antincendio». Come? «Controllando la presenza dell'attestato di conformità antincendio» e verificando che la documentazione sia stata allestita da «personale formato». Per quanto riguarda le attività non soggette a un controllo periodico, «i municipi possono chiedere al proprietario la valutazione della struttura» e «su segnalazione di difetti dal profilo della sicurezza antincendio da parte di un tecnico riconosciuto», ordinare «l’adozione di provvedimenti atti a stabilire il rispetto delle prescrizioni».



