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«McSorley ha accelerato la mia scelta di tornare in Cechia»

Lukas Lhotak ha lasciato la Svizzera dopo 16 anni: «I momenti più belli li ho vissuti ad Ambrì»
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«McSorley ha accelerato la mia scelta di tornare in Cechia»
Lukas Lhotak ha lasciato la Svizzera dopo 16 anni: «I momenti più belli li ho vissuti ad Ambrì»
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PRAGA - Sedici lunghi anni non si possono dimenticare con una firma per un'altra squadra al di fuori dei confini. E Lukas Lhotak non li dimentica affatto tanto che, negli scorsi giorni, dopo aver preso la decisione di lasciare il Sierre per accasarsi al Dukla Jihlava (squadra della lega cadetta ceca), ha pianto tantissimo. La Svizzera è infatti la sua seconda casa e dove - dal 2009 a oggi - ha trascorso momenti bellissimi ed emozionanti, specialmente ad Ambrì dove tutto iniziò nel settore giovanile prima del grande salto in prima squadra avvenuto nella stagione 2013/14. Ma perché voltare pagina così nel bel mezzo del campionato?

«Non ero più contento a Sierre - ci ha detto il 32enne - Giocavo poco e con Chris McSorley i rapporti si erano un po' deteriorati. Ogni tanto venivo schierato, ogni tanto no. Così per me era diventato difficile mantenere un buon livello di gioco... Recentemente mi ha tenuto fuori per tre partite di fila e questo ha accelerato il mio desiderio di provare qualcosa di nuovo. Ho quindi avuto dei contatti con il Dukla Jihlava, con cui ho presto trovato un accordo, momentaneamente valido fino al termine della stagione».

Nei tuoi piani c'era già il ritorno in Cechia, giusto?
«Esattamente. La decisione di tornare a casa era già stata presa e io e la mia famiglia sapevamo che prima o poi sarebbe successo. In Svizzera per i miei due figli non c'era tanta possibilità di farsi degli amici che parlassero la loro stessa lingua. Così facendo abbiamo soltanto anticipato il trasloco».

È davvero così difficile lavorare con Chris McSorley?
«Da un lato capisco le sue scelte. Ero a fine contratto e già in estate mi aveva detto che non sarebbe stato scontato ritagliarmi il mio posto. Dopo aver svolto una buona preparazione atletica sono arrivato veramente in forma a settembre, ho lottato a fondo per ritagliarmi il mio posto in squadra ma non ho mai pensato che mi avrebbe lasciato fuori per così tante partite. Chris ha voluto una squadra numerosa, non dico che sia sbagliato, ma alla fine ha sempre dato la precedenza ai suoi giocatori preferiti».

Quanto è stato difficile prendere la decisione di lasciare la Svizzera dopo 16 anni?
«Quando ho capito che il mio capitolo in Svizzera sarebbe finito, ho pianto a dirotto. Lo stesso ha fatto mia moglie. Chissà, magari torneremo... A ogni modo, questi 16 anni sono stati incredibili, le emozioni più grandi le ho vissute ad Ambrì con i loro tifosi incredibili. C'è tanta gente che in Ticino mi è stata vicina: dagli stessi tifosi ai tanti allenatori con cui ho lavorato. Un giorno tornerò ad Ambrì da tifoso... Anche a Friborgo, Rapperswil e Olten ho comunque trascorso bellissimi momenti che non dimenticherò mai...».

C'è una persona che più di ogni altra ti ha aiutato nel tuo percorso elvetico?
«Non mi piace fare nomi, ma se devo farne due dico Martin Novak e Luca Cereda. Loro due mi hanno davvero aiutato e sono stati determinanti nel mio percorso di crescita».

Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta del Dukla Jihlava?
«È una squadra con tantissima storia nella quale hanno giocato diversi giocatori iconici come Marian Stastny e Dominik Hasek. Recentemente hanno inaugurato una nuova pista e oggi sono secondi in classifica. L'obiettivo, nel medio termine, è quello di salire nella massima serie. Ci sono ambizioni importanti... L'esordio? Salvo intoppi, dovrebbe avvenire sabato...».

Cosa ti mancherà di più della Svizzera?
«Il formaggio, il cioccolato e le montagne, sulle quali io e la mia famiglia abbiamo davvero fatto delle bellissime passeggiate. Quei paesaggi mozzafiato mancheranno tantissimo...».

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