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LUGANO

Una Città grata... con qualche sassolino nella scarpa

La tradizionale cerimonia di Capodanno a Lugano è stata l'occasione per ringraziamenti, auguri e qualche rimprovero al Cantone: «Ci servono autonomia e rispetto»
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Una Città grata... con qualche sassolino nella scarpa
La tradizionale cerimonia di Capodanno a Lugano è stata l'occasione per ringraziamenti, auguri e qualche rimprovero al Cantone: «Ci servono autonomia e rispetto»
Ospite della cerimonia, il direttore dell'Ospedale Regionale di Lugano, Emanuele Dati: «Lugano non sarebbe la stessa senza il suo ospedale».

LUGANO - Gratitudine. Ottimismo. Ma anche qualche sassolino. L’eco della prima sveglia dell’anno questa mattina a Lugano, durante la tradizionale cerimonia di Capodanno, si è fatta sentire oltre i confini cittadini.

Nell’anfiteatro del Palazzo dei Congressi - al termine del tradizionale corteo e dopo un pensiero rivolto, dal conduttore della cerimonia, il giornalista Davide Riva, alle vittime della tragedia avvenuta la notte scorsa a Crans-Montana - il sindaco di Lugano, Michele Foletti ha espresso gratitudine «per la fiducia che, giorno dopo giorno, scegliete di accordare alla nostra città e per la dedizione con cui, nelle molte forme del vostro impegno, contribuite al benessere della comunità. Il senso di appartenenza che unisce nei momenti più difficili come in quelli di festa, ci rende una comunità coesa e capace di guardare al futuro con la giusta dose di ottimismo. Oggi non celebriamo solo l’inizio di un nuovo anno, ma anche una comunità che non rinuncia alle proprie ambizioni».

Nei prossimi dodici mesi, Lugano scriverà (o inizierà ad abbozzare) nuove pagine della sua storia. Sfogliando rapidamente “l’agenda” ci sono i lavori per la Città della Musica che prenderanno il via a febbraio, l’inaugurazione a fine maggio della nuova Arena sportiva e «prima dell’estate inaugureremo anche il Centro sportivo al Maglio, un vero e proprio parco dedicato allo sport e al tempo libero».

Qualche sassolino
Ma abbiamo parlato anche di sassolini. Quelli (non nuovi) che, da Palazzo Civico, hanno voluto levarsi dalla scarpa prima di iniziare a percorrere il 2026. «L’innovazione è la nostra cifra distintiva» e «Lugano coglie le sfide del presente senza arretrare». Conclusioni, quelle del sindaco di Lugano, che sono al contempo premesse dei rimproveri diretti tanto al Cantone e ad «altri comuni meno efficienti», perché la Città «si trova oggi ad affrontare una sfida finanziaria di ampio respiro, dovuta a un aumento strutturale dei costi di riversamento» a loro favore.

«Il Municipio ha avviato un piano di riforme articolato, con un obiettivo chiaro: proseguire nel risanamento dei conti e nella riduzione del debito, senza compromettere la qualità dei servizi, la capacità progettuale e gli investimenti strategici per lo sviluppo urbano», ha ricordato Foletti, «ma per fare ciò abbiamo bisogno anche di autonomia e di rispetto in un Cantone nel quale una Città non può neppure più decidere da sola il menu delle mense scolastiche. Nessuna strategia di sviluppo economico può essere davvero efficace senza un impegno condiviso a tutti i livelli istituzionali. La perequazione e la ripartizione degli oneri finanziari fra cantone e comuni sono scelte che possono dare slancio a un comune, oppure caricarlo di piombo per gli anni a venire».

«Lugano non sarebbe la stessa senza il suo ospedale»
Infine, di certo non per importanza, tra le prospettive del prossimo futuro della Città c'è quello di vedere il suo polo ospedaliero «assumere pienamente il ruolo di ospedale di riferimento cantonale», come ha spiegato Emanuele Dati, direttore dell'Ospedale Regionale di Lugano e ospite della cerimonia.

«Oggi sono venuto per parlarvi di luoghi che non compaiono nelle cartoline. Luoghi che non si mostrano nelle immagini patinate ma che custodiscono ciò che abbiamo di più prezioso. La nostra vita, la nostra storia, la nostra comunità», perché «Lugano non sarebbe la stessa senza il suo ospedale pubblico. Non sarebbe la stessa senza quel presidio che veglia, che cura e che accoglie. Non sarebbe la stessa senza le donne e gli uomini che ogni giorno, con competenza e dedizione, trasformano la fragilità in speranza». Oggi «Lugano è una città moderna , dinamica e internazionale. Eppure in mezzo a tutto questo cambiamento, il nostro ospedale resta un punto fermo. Ma non perché sia immobile. Cresce con noi e si rafforza con noi». Dati lo ha definito «un patto, tra la città e chi se ne prende cura. Un patto tra la comunità e un'istituzione che c'è sempre».

Nell'aprile del 2025, lo ricordiamo, la Città ha rilasciato la licenza edilizia per il progetto di ristrutturazione e di ampliamento dell'Ospedale Civico. E nel 2026, «si consoliderà la progettualità clinica» che porterà il polo sanitario luganese a essere l'unica realtà in Ticino in grado di offrire in modo strutturato una medicina complessa, multidisciplinare e altamente specializzata».

Un investimento, concludendo con le parole del sindaco, «nel futuro della sanità ticinese, nella qualità delle cure e nella capacità del nostro territorio di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni della popolazione».

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