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«Spegniamo il rumore»

L'inquinamento acustico fa ammalare e può anche uccidere. Per questo la prevenzione su questo tema è sempre più importante.
DT
Fonte DT / DSS
«Spegniamo il rumore»
L'inquinamento acustico fa ammalare e può anche uccidere. Per questo la prevenzione su questo tema è sempre più importante.
BELLINZONA - Il rumore fa ammalare e può (anche) uccidere. Per questo in occasione della Giornata nazionale contro il rumore di oggi il Dipartimento del territorio (DT) e il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) rilanciano congiuntamen...

BELLINZONA - Il rumore fa ammalare e può (anche) uccidere. Per questo in occasione della Giornata nazionale contro il rumore di oggi il Dipartimento del territorio (DT) e il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) rilanciano congiuntamente il tema dell’inquinamento acustico.

La giornata – promossa a livello nazionale da Cercle Bruit, l’associazione dei responsabili cantonali per la prevenzione del rumore – da diversi anni ha come scopo di sensibilizzare la popolazione in merito alle ricadute negative del rumore sull’ambiente e sulle persone. Le evidenze scientifiche mostrano infatti che un'esposizione cronica, eccessiva o prolungata al rumore non rappresenta solo un fastidio, ma un vero e proprio fattore di rischio per la salute.

Il rumore fa ammalare - Il rumore eccessivo genera un accumulo di stress psicofisico, con conseguenze anche gravi: si stima che in Svizzera circa 500 decessi prematuri all’anno –  attribuibili a malattie cardiovascolari – e 2’500 casi di diabete siano causati dal rumore del traffico. «Vi è inoltre una crescente evidenza del legame tra inquinamento acustico e disturbi del sonno, ipertensione, e disturbi relazionati alla salute mentale, quali ansia e depressione», precisano DT e DSS, ricordando che lo stress e i disturbi del riposo notturno, oltre a compromettere l’equilibrio ormonale e il metabolismo, incidono in modo importante sulla salute mentale.

Proteggere le persone fragili - Il rumore dunque non solo degrada la qualità della vita quotidiana, ma incide concretamente sul benessere complessivo delle persone. «Gli effetti - precisano i due Dipartimenti - sono ancora più marcati nei gruppi vulnerabili, come bambini, anziani e persone con problemi di salute preesistenti». A ciò si aggiunge l’importante impatto economico: l’inquinamento fonico comporta infatti costi elevati per il sistema sanitario e contribuisce alla perdita di valore degli immobili esposti a livelli sonori eccessivi.

Il rumorometro - Per contrastare questo problema, da diversi anni il DT interviene in modo strutturale per proteggere efficacemente i residenti dall'eccessivo rumore stradale, con diverse misure atte a ridurre l’inquinamento acustico lungo le strade cantonali. In particolare, ricordiamo la posa di 178 km di asfalto fonoassorbente e la riduzione della velocità su specifici tratti stradali.  Dal 2021 l’Ufficio prevenzione rumori mette inoltre gratuitamente a disposizione dei Comuni il “rumorometro”, un “radar del rumore” che ha lo scopo di sensibilizzare gli automobilisti sui picchi di rumore generati dallo stile di guida. «Spesso infatti - precisano i due Dipartimenti - sono le brusche accelerate a contribuire al superamento dei livelli sonori massimi consentiti dalla legge, pur rispettando i limiti di velocità».

Il dispositivo promuove quindi comportamenti più responsabili e consapevoli, grazie a un riscontro immediato tramite messaggi quali “Grazie!”, oppure “Rumore!” nel caso di superamento della soglia di 83 decibel.Il “rumorometro” vuole essere uno strumento complementare agli interventi strutturali, e negli anni ha già trovato impiego in diversi comuni, tra cui Locarno, dove è operativo dallo scorso mese di marzo.

Per farne richiesta i Comuni possono annunciarsi tramite il sito www.ti.ch/rumorometro.

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