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LOCARNOImpossibile comprare casa? Ecco che arriva la “comune” dell'abitare

17.06.24 - 20:00
La cooperativa di abitazione Radice è nata a Locarno ed è in cerca di spazi. La presidente: «Così ci guadagna tutta la collettività»
Greta Lorimer
Impossibile comprare casa? Ecco che arriva la “comune” dell'abitare
La cooperativa di abitazione Radice è nata a Locarno ed è in cerca di spazi. La presidente: «Così ci guadagna tutta la collettività»

LOCARNO - Una “comune” abitativa, secondo una filosofia che - dai paesi nordici - sta prendendo pian piano piede in Europa, arrivando fino alla Svizzera. È stata presentata la scorsa domenica, 16 giugno, a Locarno la Cooperativa di abitazione Radice che persegue la “terza via dell'abitare”, ovvero quella della comproprietà e cogestione di uno stabile secondo una filosofia comune, acquistato e/o edificato da tutti i membri della cooperativa.

Composto da 18 persone tra i 30 e i 45 anni, oltre a sette tra bambine e bambini, il gruppo fondatore comprende diversi professionisti del settore edile - architette e architetti, ingegneri, pianificatori - ma anche educatori e personale che lavora nel sociale. Tutti intenzionati a trasferirsi nel Locarnese e con una chiara visione dell'abitare, etico, ecologico e responsabile.

Ma come è nata? - Il progetto è nato «grazie al passaparola», spiega la presidente della Cooperativa di abitazione Radice, Giulia Augugliaro a tio/20 Minuti. Essendo il gruppo eterogeneo, «le motivazioni che hanno spinto alla sua formazione sono molteplici: c'è chi desidera dare una risposta alla mancanza di pigioni sostenibile e sempre più marcata in Ticino, chi vuole entrare a fare parte di un modello abitativo alternativo e condiviso o, ancora, chi punta a migliorare un pezzo del costruito del nostro territorio».

Si ricerca uno stabile o un terreno - Cooperativa d'abitazione Radice, durante la conferenza stampa, ha poi svelato di essere alla ricerca oltre che di sostenitori e partner (come Comuni, parrocchie, patriziati, proprietari privati), anche di uno stabile o di un terreno, nell'agglomerato urbano di Locarno. Qui saranno realizzati i primi alloggi della cooperativa.

Ma quali sono i requisiti che devono avere? Innanzitutto, tiene a precisare Augugliaro, devono osservare i criteri «dello sviluppo insediativo centripeto». Significa che si sceglie «di costruire o andare ad abitare laddove è già costruito, evitando di densificare i sedimi periferici. Cerchiamo dunque un terreno con una superficie lorda di almeno 1'400 metri quadri, per poter costruire almeno dieci unità abitative; o un stabile «che consenta di essere trasformato in almeno sei appartamenti», racconta.

«Se così fosse, chiaramente, non potrà essere l'unico progetto abitativo: dovremo continuare a cercarne altri perché, nella Charta che abbiamo siglato, ci siamo impegnati nel dare un appartamento a tutti coloro che, tra soci e socie, ne fanno richiesta».

Un progetto nel progetto - Tra gli obiettivi da perseguire dalla cooperativa, inseriti come valori all’interno della Charta, la sostenibilità sociale e ambientale. «Gli alloggi saranno affittati a prezzo di costo, senza scopo di lucro. Inoltre vorremmo cercare di dare risposta alle esigenze di tutte le utenze - dalle famiglie, alle persone anziane, alle persone con disabilità, agli adolescenti, ecc. -, dando qualcosa in cambio al quartiere in cui andremo a insediarci, offrendo dei servizi di prossimità come asili nido o bar, per esempio». La sostenibilità ambientale trova espressione nella «ricerca di edifici già costruiti da ristrutturare». Un aspetto davvero importante «se si considera energia grigia e consumo di suolo», puntualizza.

Una risposta in un mercato immobiliare inaccessibile - D'altra parte, la presenza di un sistema abitativo condiviso e alternativo potrebbe agevolare l’accesso al mercato immobiliare, secondo Augugliaro. «Creare alloggi di utilità pubblica può acquisire un interesse per tutta la collettività, poiché queste pigioni diventeranno col passare del tempo sempre più concorrenziali. Creando poi più abitazioni di questo tipo, si potrebbe addirittura innescare un effetto quasi calmierante sul livello delle pigioni, contribuendo dunque a un mercato dell’alloggio più vicino ai bisogni della popolazione e un po' più libero da pratiche speculative».

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