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MINUSIO
02.05.2021 - 22:000

Il padrone di casa molesto: «Ho dovuto chiamare la polizia»

La pandemia ha esacerbato i rapporti tra inquilini e proprietari. Specie quando sono anche vicini di casa

L'Associazione inquilini: lamentele in aumento a causa della convivenza forzata. Dellagana-Rabufetti: «Gli affittuari sono in posizione debole»

MINUSIO - Devi usare la stufa a legna. Non tenere i gatti in casa. Il grill del vecchio inquilino è tuo, te lo regalo. Umidità in soggiorno? Non c'è problema, ci penso io. Alla fine il problema è diventato lui: il padrone di casa «onnipresente» per un'inquilina che ad aprile è arrivata a chiamare la Polizia comunale di Minusio, per chiedere tregua. «Semplicemente - dice - non ce la facevo più».

La lunga permanenza in casa durante la pandemia non ha intaccato solo i rapporti marito-moglie, ma anche quelli tra vicini di casa, e tra affittuari e locatori. Le lamentele all'Associazione inquilini sono aumentate. Quando poi - come in questo caso - il proprietario è anche vicino di casa, la convivenza può degenerare in (ventilate) denunce penali. L'inquilina 47enne ha lasciato settimana scorsa la villetta bi-familiare in cui viveva, in via dei Colli, con una disdetta sui generis. «È strano a dirsi, ma ero esasperata dalle troppe attenzioni» racconta. «Arrivava a presentarsi più volte al giorno in casa, per qualsiasi motivo. Mi consegnava la corrispondenza a mano. Sapeva qualsiasi cosa facessi, metteva becco su tutto. Per una donna sola non è certo il massimo».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e intervenire la Polizia, sono state delle telecamere posizionate all'interno della proprietà. Gli agenti - chiamati dall'inquilina - hanno appurato che la videosorveglianza dell'edificio monitorava l'ingresso dell'abitazione della donna. «In pratica controllava i miei movimenti» protesta quest'ultima, che afferma di stare valutando una querela al Ministero pubblico. Non è stato possibile raggiungere la controparte per un commento: la diatriba - per ora - sembra essersi risolta con la rimozione (intimata dalla polizia) della telecamera e la partenza dell'inquilina. 

Ma casi simili non sono purtroppo infrequenti, spiega la segretaria dell'Asi Céline Dellagana- Rabufetti, «soprattutto nelle convivenze ravvicinate locatore-conduttore». Il codice delle obbligazioni «prevede il rispetto della privacy dell'inquilino e un congruo preavviso nel caso di interventi all'abitazione, che devono essere motivati e urgenti». Tuttavia «gli inquilini si trovano in una posizione debole e spesso cedono alle insistenze dei proprietari, che purtroppo non sono rare».  L'associazione in Ticino apre un migliaio di incarti l'anno e circa 200 udienze in conciliazione. Durante i recenti lockdown «le lamentele sono tendenzialmente aumentate a causa della maggior permanenza in alloggio» conclude Dellagana-Rabufetti. 

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