«Ecco come effettueremo la più grande campagna di vaccinazione della storia»
FVR / M. Franjo
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10.01.2021 - 13:310
Aggiornamento : 15:51

«Ecco come effettueremo la più grande campagna di vaccinazione della storia»

È stato presentato questa mattina il centro vaccinazioni anti Covid-19 di Rivera.

Sarà l'unico, a partire da martedì, in cui si recheranno gli over 85 per farsi somministrare il preparato di Pfizer. In seguito (25 gennaio) verranno aperti altri due centri ad Ascona e Tesserete.

MONTECENERI - Sarà la più grande campagna di vaccinazione della nostra storia. Ma proprio per questo, la sfida logistica sarà importante. A sottolinearlo nel corso di una conferenza stampa indetta questa mattina è stato il Farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. Che assieme al Capo della sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla ha presentato il centro anti Covid-19 di Rivera.

Prossimità (per ora) problematica - Una sfida logistica per le autorità, ma anche per gli anziani, per i quali recarsi fino a Rivera può risultare quantomeno scomodo. «Ci rendiamo conto che chiedere agli anziani di spostarsi è un problema, ma non avevamo nessuna alternativa perché il vaccino di Pfizer è difficile da gestire (non da somministrare) e quindi era difficile procedere direttamente vicino alla gente, nei comuni. Lo faremo comunque con alcune squadre mobili, ma è chiaro che la vaccinazione di prossimità è problematica». Solo una volta che sarà disponibile il preparato di Moderna potranno essere coinvolti gli studi medici e direttamente i comuni. «Per noi l'arrivo di Moderna è quindi molto importante perché i tempi d'attesa si accorceranno», ha aggiunto Zanini.

Il terzo cavallo è arrivato per primo - I limiti attuali non sono infatti imposti dalla capacità a vaccinare, ma dalla disponibilità del vaccino. «L'accelerazione della campagna dipende strettamente dall'omologazione del vaccino di Moderna, che era il primo cavallo su cui, in agosto, ha puntato la Confederazione, quando però non si sapeva ancora nulla sui tempi di omologazione. AstraZeneca era il secondo, Pfizer il terzo, quello di cui ci sono meno dosi a nostra disposizione», ha spiegato Zanini.

Non per forza dal medico curante - Il lavoro dei comuni, per ora, si limita quindi alla raccolta dell'interesse delle persone. Al cantone tocca invece raccogliere l'interesse e la disponibilità dei medici. Poi i dati verranno incrociati. Non tutti i medici potranno però essere coinvolti, «perché nella migliore delle ipotesi avremo vaccino per 94 medici». «Ecco perché, se le persone saranno d'accordo, andranno da un medico selezionato per la regione, ma non per forza sarà il proprio medico curante».

I vaccini non si possono mischiare - Il richiamo della vaccinazione dovrà poi avvenire ad almeno tre settimane di distanza. «Per le case anziani sono già stati fissati i giorni in cui verrà replicata esattamente la stessa operazione e con lo stesso vaccino». Questo perché non è possibile somministrare i vaccini di due aziende diverse: «I vaccini non si possono mischiare e anche il luogo di vaccinazione diventa un sistema per non mischiarli». A Rivera, ad esempio, ci saranno solo vaccini di Pfizer.

Vaccinazioni sette giorni su sette - Terminate le spiegazioni, il coordinatore del progetto Stefano Troiani ha illustrato la procedura con cui avverranno le vaccinazioni. Le persone arriveranno al centro (se necessario accompagnate) e verranno seguite durante tutto il "percorso", dalla loro identificazione fino alla consegna finale del certificato, momento in cui verrà pure fissato anche il secondo appuntamento. «Fino a quando la persona non se la sentirà di partire, potrà fermarsi al centro, dove ci sarà un presidio medico permanente», è stato assicurato. Il centro sarà operativo dalle 8 alle 17, sette giorni su sette. Il passaggio da una delle quattro piste di vaccinazione e in seguito dalla zona di riposo durerà circa mezzora. È stato raccomandato di non arrivare troppo in anticipo per evitare di creare assembramenti.

Un ripensamento è possibile - La conferenza stampa odierna è stata anche l'occasione per fare un bilancio della campagna di vaccinazione che da noi è iniziata il 4 gennaio. Fino a ieri sono state somministrate circa 7'000 dosi di vaccino nelle case anziani, altre mille verranno somministrate domani in altre 11 strutture e martedì nelle ultime quattro: «In questo modo il primo giro nelle case anziani ticinesi sarà terminato», ha illustrato Giovan Maria Zanini. Ci sarà però ancora la possibilità, per chi dovesse averci ripensato, di un secondo passaggio. 

«Finora molto soddisfatti» - Più in generale, Zanini si è detto molto soddisfatto di come la campagna è iniziata. «Il bilancio è positivo sotto parecchi punti di vista: sia per l'interesse e l'adesione manifestato dalla popolazione (90% per i residenti delle case anziani e 60% per il personale), sia perché finora non è stato segnalato nessun problema (le persone vaccinate stanno bene)». Ma anche a livello logistico tutto sta funzionando molto bene (dal trasporto allo stoccaggio, dalla suddivisione alla consegna, finora non c'è stato alcun intoppo). «Tutti elementi che hanno favorito a velocizzare il processo di vaccinazione», è stato sottolineato. Tutte le dosi a disposizione sono infatti già state somministrate o riservate. 

FVR / M. Franjo
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Commenti
 
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pillola rossa 8 mesi fa su tio
Campagna elettorale
pillola rossa 8 mesi fa su tio
Di quel 90 percento delle case anziani quanti sono stati in grado di decidere con la propria testa e firmare la liberatoria?
Duca72 8 mesi fa su tio
Bene buon inizio!!!!
Jackb 8 mesi fa su tio
Con calma, senza fretta.. per il 2024 pensate potrò andare in vacanza?
mustag68 8 mesi fa su tio
Che farsa
Veveve 8 mesi fa su tio
Sbrigatevi sbrigatevi così possiamo tornare a vivere il prima possibile!!! In fondo il Ticino e’ piccolissimo...non ci vuole molto...355’000 cosa ci vuole? in Italia hanno vaccinato 500’000 persone in 10 giorni... potevamo già essere a posto!!!!
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