tio/20min
Eros Bellotti davanti ai suoi torpedoni
ULTIME NOTIZIE Ticino
CANTONE
1 ora
Nuova Legge sulla ristorazione: più la mandi giù, più torna Su...ter
In dirittura la nuova Lear che rivoluziona l'accesso alla gerenza: «Servono meno corsi e più solidità finanziaria»
CANTONE
12 ore
Certificato Covid elettronico di nuovo funzionante
«Certificato con firma non valida», è ciò che era apparso a molti, forse a tutti, i detentori del Covid-Pass digitale.
LOCARNO
13 ore
L'intenso anno vissuto dal PS di Locarno
Si è svolta ieri sera l'Assemblea ordinaria della sezione, con all'ordine del giorno anche il rinnovo delle cariche.
LUGANO
13 ore
Sanitari non vaccinati licenziati alla Moncucco, rifiutavano i test
«Chi non si sottopone al vaccino e nemmeno ai test non può lavorare in Clinica», così il direttore Christian Camponovo.
CANTONE
14 ore
Rissa alle Semine, c'è anche una denuncia in polizia
La conferma arriva dal Ministero Pubblico. A depositarla un giocatore finito per tre giorni in ospedale.
CANTONE
15 ore
Camera di commercio riunita in assemblea
La Cc-Ti ha tenuto oggi all'Espocentro la sua 104esima Assemblea generale ordinaria.
CANTONE
15 ore
«Preoccupati per il personale sanitario non vaccinato»
L'Associazione dei Comuni in ambito socio-sanitario lancia un grido d'allarme: «Proteggiamo chi è più vulnerabile».
CANTONE
15 ore
Si aprono oggi le porte dello Swiss Virtual Expo
Sono già diversi gli eventi in programma nelle prossime settimane
CANTONE
15 ore
Cinque sindaci, un orizzonte unico
Progetto Ticino 2020: dialogo e collaborazione sono le parole chiave per le cinque maggiori città ticinesi
CANTONE
12.01.2021 - 06:000
Aggiornamento : 05.03.2021 - 12:18

«Senza lavoro, e pago 3000 franchi al giorno»

Il settore della ristorazione non è l'unico con l'acqua alla gola in Ticino. I proprietari di bus insorgono

L'Associazione di categoria: «È come se non esistessimo». E gli imprenditori si riciclano come possono, per tirare a fine mese

BELLINZONA - Eros Bellotti dà lavoro a nove persone a Castione. Ma è costretto a fare gli extra come autista in un'azienda pubblica del Sopraceneri, per sbarcare il lunario. «Non lo avrei mai immaginato, ma non avevo scelta». Mentre i suoi dipendenti sono in lavoro ridotto, e gli autobus della Bellotti Viaggi sono fermi in garage da marzo, l'imprenditore deve pagare bollette, affitto e leasing. «Per salvare l'azienda - dice - sono pronto a tutto».

Non è l'unico. Gli autotrasportatori privati sono in serie difficoltà a causa del Covid. In Ticino il settore conta una quindicina di aziende di piccole e medie dimensioni, e si trovano in una situazione paradossale. Mentre i bus scolastici viaggiano sovraffollati, un centinaio di veicoli privati giacciono senza targhe, inutilizzati, tra Airolo e Chiasso.

L'Associazione dei trasportatori stradali (Astag) ha lanciato diversi appelli alle autorità cantonali e federali, finora senza risposta. «Le misure anti-contagi hanno dato un colpo durissimo al nostro settore» spiega il presidente Adriano Sala. «Il mondo del turismo, degli eventi sportivi e culturali è assolutamente vitale per le nostre aziende, e non abbiamo ricevuto aiuti».

Boris Posavec, titolare della IvanBus di Personico, è disperato e arrabbiatissimo. «Siamo stati abbandonati a noi stessi» protesta. Conti alla mano il fatturato - senza turisti e comitive - è crollato dell'85 per cento rispetto all'anno scorso. Ma le spese restano. Per i suoi 10 bus Posavec paga 500mila franchi all'anno di leasing: la banca preleva le rate direttamente dal conto dell'azienda. «È matematica - osserva - è solo questione di tempo, e uno va con le gambe all'aria». 

Molti intervengono di tasca propria, per salvare l'azienda nella speranza di tempi migliori. Come Matteo Bottinelli, della Redline Sa di Airolo: tre bus turistici fermi da marzo. «Quello che fa male, è che per l'opinione pubblica siamo stati sussidiati e aiutati. Quando invece non abbiamo ricevuto niente, a parte una fideiussione da restituire». Costi che si vanno ad aggiungere ad altri costi fissi molto alti (oneri sociali, ammortamenti, leasing). «Senza dividendi, restano solo i risparmi personali, a cui mettere mano». 

Anche quelli però prima o poi finiscono. Per questo i trasportatori hanno proposto a Cantone e Confederazione di utilizzare i torpedoni privati per potenziare il trasporto pubblico, a garanzia del distanziamento sociale, specie nelle ore di punta. Un'idea che finora è rimasta lettera morta. «Vedere le immagini degli autobus sovraccarichi di studenti, in un momento come questo, ci riempie di rabbia» conclude Bottinelli. «La sensazione? È di venire presi in giro».

Ieri l'Astag è tornata a sollecitare le autorità, con una serie di richieste già presentate a novembre (anche al governo ticinese). Facilitare le procedure per l'accesso agli aiuti, aumentare i fondi a disposizione, e concedere degli aiuti a fondo perso. A Palazzo delle Orsoline il Parlamento ne discuterà nella seduta di fine gennaio. Per l'associazione però «urge un intervento immediato». 

tio.ch/20min
Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-10-16 09:08:08 | 91.208.130.87