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Maurizio Canetta.
CANTONE
06.10.2020 - 17:580
Aggiornamento : 07.10.2020 - 07:02

Licenziamenti in RSI. Canetta: «Tempi difficili per la tv»

Il direttore della Rsi Maurizio Canetta sui tagli annunciati oggi. «Un male per l'azienda. E non è colpa del Covid».

COMANO - La doccia fredda era attesa almeno da martedì scorso, quando il consiglio direttivo da oltre Gottardo ha annunciato una "cura da cavallo" a livello nazionale. Oggi, l'annuncio: in Ticino la tv pubblica dovrà sopprimere 34 impieghi, oltre agli 11 tagliati a febbraio.

 Triste compito per il direttore Maurizio Canetta, che andrà in pensione a fine anno. «Certo, avrei preferito concludere il mandato in un altro modo» confessa. «Ma chi fa il direttore di questi tempi deve mettere in conto situazioni simili. Non potevo lasciare la palla al successore». 

«Tempi difficili» quindi, ma non è tutta colpa del virus. Tanto che «le prime misure sono state prese all'inizio di quest'anno». Canetta non si nasconde dietro al Covid. «I tagli annunciati sono dovuti al trend pubblicitario e non sono riconducibili alla pandemia, anche se certo ha dato un brutto colpo».

I settori interessati? Verranno definiti «a seguito di un'analisi attenta dell'offerta» chiarisce il direttore. «Per ogni programma verranno valutati costi, successo e aderenza al mandato pubblico. In base a una valutazione complessiva su questi elementi saranno decisi i tagli». Ma che alcuni programmi dovranno essere tagliati «è fuori di dubbio», assicura Canetta.

Non verrà risparmiata nemmeno l'informazione, come richiesto domenica dal Partito socialista in una lettera aperta al governo. «L'importanza dell'informazione è sacrosanta e l'abbiamo visto durante questi mesi, ma anche qui dovremo rivedere i processi di fabbricazione del prodotto» conclude il direttore.

Quanto alle critiche mosse dal sindacato Ssm, che ha accusato l'azienda di «far pagare la crisi al personale», Canetta non ci sta. «I tagli fanno male all'azienda, è innegabile. Ma abbiamo sempre toccato in misura maggiore altre voci, come le spese in tecnologia, in immobili, in consulenze. E così faremo anche adesso». 

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