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CANTONE
30.09.2020 - 16:360
Aggiornamento : 18:16

«Ingannata dall’uomo che l’aveva costretta a lasciare tutto»

La difesa della 41enne accusata di assassinio traccia un profilo dell’imputata

L’avvocato Polli: «Ha sofferto, ma non ha ucciso».

BELLINZONA - In Russia aveva un marito violento. E nell’uomo ticinese pensava di trovare qualcuno che potesse prendersi cura di lei e delle sue figlie. Si tratta della 41enne russa accusata di assassinio per il delitto di Monte Carasso, che in questi giorni compare davanti a una Corte di Appello presieduta dal giudice Giovanna Roggero-Will.

La descrizione è quella fornita dall’avvocato difensore Luisa Polli. Una descrizione con cui vuole dimostrare che la donna ha sofferto. Ma che non disprezza la vita. «Per l’accusa la donna sarebbe indifferente al valore della vita umana. E lo afferma sulla base di uno scambio di messaggi con un'amica. Uno scambio in cui io vedo due donne che hanno sofferto».

Le menzogne - L’imputata era arrivata in Svizzera dopo che il marito ticinese (attualmente in carcere per l’assassinio della ex-moglie) l’aveva trovata e contattata online. «Lei non cercava un principe azzurro, ma un compagno dotato di buone intenzioni». Poi sono però emerse le menzogne dell’uomo sulla sua situazione finanziaria. E la 41enne si è sentita ingannata. «Ingannata da un uomo che l’aveva costretta a lasciare tutto».

In cerca di soluzioni - Ma la donna non si è disinteressata dei problemi economici della famiglia. Cosa che avrebbe invece potuto fare - secondo la difesa - «se fosse stata unicamente interessata alle proprie esigenze estetiche e alla propria persona». La donna aveva però proposto alcune soluzioni, in particolare sul fronte professionale, ricorda Polli. La sera del 19 luglio 2016 - il giorno del delitto - la 41enne lo aveva scritto anche a un’amica: «Devo trovare un lavoro, sono stanca di vivere senza soldi».

Estranea al piano - L’idea di uccidere la ex-moglie quale soluzione ai problemi economici non sarebbe stata della 41enne russa, afferma la difesa. «È un piano di cui non si trova traccia negli atti, se non nelle dichiarazioni del marito». Perché avrebbe dovuto raccontare alle amiche quanto commesso dal marito? Perché allora non è semplicemente fuggita? O forse - aggiunge l’avvocato Polli - l’imputata non ha nulla da nascondere.

I dubbi dei figli - La difesa insiste però sul fatto che i figli dell’uomo avrebbero sempre avuto dei dubbi sul coinvolgimento del padre nella morte della madre, così come emerso da dichiarazioni fornite in fase d’inchiesta.

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