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CANTONE
30.09.2020 - 09:270
Aggiornamento : 18:18

Delitto di Monte Carasso: la parola alla difesa

Ieri il processo in Appello si era concluso con la richiesta dell’accusa: il carcere a vita

In primo grado, i legali dell’imputata ne avevano chiesto il proscioglimento

BELLINZONA - Il 15 aprile 2019 era stata condannata al carcere a vita per assassinio. Ieri l’accusa ha chiesto la conferma della sentenza. Si tratta della 41enne russa a processo in Appello per il delitto di Monte Carasso del 2016: allora aveva spinto il marito ticinese a uccidere la ex moglie. «A causa degli alimenti che le dovevano essere versati, l’imputata non poteva fare la “bella vita” che sognava» ha affermato la procuratrice pubblica Chiara Borelli.

Oggi a partire dalle 9.30 la parola passa dunque alla difesa, rappresentata dagli avvocati Yasar Ravi e Luisa Polli. Difesa che nel processo di primo grado aveva chiesto «l’integrale proscioglimento della donna dall’accusa di correità in assassinio». Allora i legali avevano insistito sulla mancanza di credibilità del marito, attualmente in carcere per scontare sedici anni di detenzione. E avevano sottolineato che la chiamata in correità dell’imputata era giunta, da parte dell’uomo, due mesi dopo la prima confessione.

Per il rispetto delle misure anti-coronavirus, il processo in Appello ha luogo, a porte chiuse, negli spazi del Centro di formazione della polizia cantonale a Giubiasco. La Corte è presieduta dal giudice Giovanna Roggero-Will.

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