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LUGANO/MANILA
13.01.2020 - 08:170

Dal Ticino al vulcano: «Siamo tornati indietro così»

Nelle Filippine, il Taal si è risvegliato dopo quarant'anni. C'è già una vittima. La testimonianza di un luganese sul posto

LUGANO/MANILA - Il vulcano Taal nelle Filippine è tornato a far paura. Tra le persone investite dalla pioggia di cenere, che nelle scorse ore ha raggiunto la capitale Manila, c'è anche il ticinese Simone Tisat, che a Tio.ch/20minuti ha raccontato la sua esperienza. 

«Mi trovavo ai piedi del vulcano poche ore prima che iniziasse tutto» racconta il 38enne di Lugano, che si trova nelle Filippine per un periodo di volontariato ambientale. «L'ho scampata per un pelo». Dopo aver passato due giorni nella città di Tagaytay, proprio davanti al Taal - per un workshop «sull'emergenza climatica» fra l'altro - Tisat era da poco tornato della capitale, ieri, quando è stato raggiunto dalla nube vulcanica.

«L'ho vista arrivare da lontano, e in breve tempo la città si è riempita di cenere» racconta il 38enne. La notizia ha fatto in breve il giro del mondo. Le immagini di Manila coperta di grigio, assieme alla conta dei danni, fanno da corredo al racconto di Simone. «Uno dei furgoncini con cui siamo tornati in città si è interamente coperto di polvere. Era impossibile guidarlo. Ora la puzza di cenere è ovunque, e la si sente anche sulla pelle» descrive. «È fastidiosa, e vedo che la gente qui ha molta paura». 

I motivi non mancano, in realtà. Prima ancora di eruttare, il vulcano ha già fatto le prime vittime: un morto e tre feriti, in un incidente stradale nella città di Calamba, riportano i media locali. Le scuole resteranno chiuse, come molti degli uffici. «È una situazione tesa - continua Tisat - ci si attende il peggio da un momento all'altro». L'azienda luganese per cui lavora, un'importante società di fin-tech, ha tenuto a casa gran parte dei dipendenti (circa 200) nella filiale di Manila. «A tutti sono state distribuite delle mascherine apposite». 

Cosa succederà ora? I geologi danno un'eruzione del vulcano come molto probabile. L'allerta è salita a livello 4. «Non penso che anticiperò il ritorno in Ticino, anche perché i voli sono bloccati per ora - racconta Tisat -. Certo dovrò adeguare i programmi. Nei prossimi giorni avevo previsto di tornare nella zona del vulcano per delle attività formative».  

Intanto la situazione è monitorata attentamente. L'Istituto di vulcanologia delle Filippine ha informato la popolazione sui pericoli delle inalazioni, ma potrebbero essere solo l'inizio. L'ultima eruzione del Taal risale al 1977. Già l'anno scorso decine di migliaia di persone erano state evacuate per il "risveglio" di un altro vulcano, il Monte Mayon. Nel 1991 anche il Monte Pinatubo ha eruttato, le vittime erano state ottocento.

 

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