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CANTONE
23.08.2019 - 21:320

Ex funzionario condannato, niente sentenza per il Governo

La Corte d’appello ha respinto la richiesta del Consiglio di Stato di ricevere le motivazioni alla base della condanna. «Non è neppure cresciuta in giudicato»

BELLINZONA - La Corte d’appello ha detto “no”. Niente possibilità per il Consiglio di Stato di entrare in possesso della sentenza con cui l’ex funzionario del DSS è stato condannato lo scorso 29 gennaio per coazione sessuale. La Corte ha respinto la richiesta del Governo ticinese.

A riferirlo è la Rsi, secondo cui la decisione sarebbe stata motivata dal fatto che la sentenza non è ancora cresciuta in giudicato. Tutte le parti hanno infatti ricorso in appello.

A margine della lettura della sentenza il giudice Marco Villa aveva detto che le segnalazioni delle vittime non erano state valutate con la dovuta attenzione all’epoca dei fatti in sede amministrativa. La politica è insorta e ha interrogato a più riprese il Governo. I Verdi avevano parlato di «un sistema di cameratismo che è in grado di proteggere e insabbiare anche i comportamenti più inadeguati». La Lega aveva usato il termine «omertà».

Il Cantone a quel punto si era attivato per accedere agli atti per «adottare eventuali provvedimenti a tutela dipendenti» qualora fossero effettivamente sorti degli elementi ad avvalorare la tesi. Ma la Corte di appello e revisione penale ha rifiutato la richiesta del Consiglio di Stato in quanto «non si comprende come una sentenza i cui accertamenti di fatto sono integralmente contestati possa essere uno strumento idoneo» per adottare tali misure.

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