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01.02.2019 - 16:220
Aggiornamento : 20:40

«Il Forum dei giovani era il suo territorio di caccia»

Le parole di chi fu testimone di “comportamenti sgradevoli” da parte dell’ex funzionario condannato per coazione sessuale. «Un suo superiore chiamò per chiedermi se ci trovavamo bene con lui»

BELLINZONA - «Lui ci provava con le giovani ragazze. Anche davanti a noi. Di quegli anni ho un ricordo sgradevole e ancora oggi spiacevole». A parlare è una persona, ora sulla trentina, sentita dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli che ha condotto l’inchiesta sull’ex funzionario del Dss. Un testimone che ha contattato tio/20minuti all’indomani della condanna (sospesa) dell’esperto di politiche giovanili giudicato colpevole di coazione sessuale.

Gli occhi di questo ragazzo non hanno assistito ai fatti oggetto del procedimento penale, ma agli antefatti. O meglio, è in grado raccontare qualcosa di più sul contesto in cui il peggio stava accadendo. Non per rifare un processo chiuso o accanirsi, ma anche per capire - come lo stesso giudice ha detto - se «nel 2005 c’era stata la possibilità di fermare tutto questo» da parte di un superiore del condannato cui una delle vittime si era rivolta per chiedere aiuto. Tra l’altro è il chiarimento che ha promesso di fare il Governo. Perché anche questo trentenne, come racconterà qui sotto, all’epoca aveva ricevuto una telefonata da parte di un alto funzionario del Dss per avere dei chiarimenti su come l'ex funzionario interveniva (o meglio sarebbe dire interferiva) nel consesso giovanile.

«Il Forum dei giovani era il suo territorio di caccia» racconta il testimone soppesando bene le parole. A dei problemi sorti in questo ambito ha fatto cenno, negli scorsi giorni sul CdT, l’ex capo della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, Martino Rossi: «Ci era giunta segnalazione di un suo comportamento inappropriato quale segretario del Forum cantonale dei giovani - ha dichiarato Rossi -. Diciamo che tendeva a confondere il suo ruolo di funzionario con quello di portavoce dei giovani. Per questo motivo avevamo proceduto sollevandolo dalla funzione di segretario spostandolo a delle mansioni di back office. Ma lo ripeto: allora, di rapporti su abusi sessuali non ne ho visto neppure uno».

Qualcosa di più su quale fosse il “comportamento inappropriato” cui accenna Rossi emerge probabilmente dalla telefonata che un diretto superiore del condannato avrebbe fatto al trentenne, allora - parliamo degli anni precedenti il 2005 - nel comitato organizzativo del Forum: «Ricordo che un suo superiore mi chiamò sul cellulare per chiedermi se eravamo autonomi nel lavoro. Se eravamo liberi di dire la nostra. Questo perché le risoluzioni scritte che uscivano dal Forum portavano un'“impronta” un po’ sospetta. Potrei dire la sua “firma”. Mi chiese, inoltre, se ci trovavamo bene con lui. E che aveva sentito anche altri giovani. La nostra fu una chiacchierata di pochi minuti e non accennai ai suoi comportamenti con le ragazze. Per quale motivo? Perché in ciò che vedevo c'era una forte componente di ridicolo».

Nella telefonata con l’alto funzionario non si fece dunque cenno agli atteggiamenti molesti dell’operatore con le ragazze. «Parlammo solo di quanto ho detto. Non di quei comportamenti sgradevoli di cui sono stato testimone. Al fatto che ci provava davanti a noi». In che modo? «Si atteggiava a vittima. Diceva cose del tipo, “tu mi piaci…”. Che io mi chiedevo, ma questo alla sua età sta facendo sul serio?». E poi, conclude, «per l’intera attività del Forum è stata molto negativa, a mio modo di vedere, quella ristretta cerchia interna al comitato che ruotava attorno a lui. Da qui anche, secondo me, il calo netto di partecipanti al Forum».

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