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CANTONE
31.08.2018 - 13:150
Aggiornamento : 16:17

«Per i creditori di SkyWork non tutto è perduto»

Un grounding preceduto da un aumento di capitale sospetto. Ecco i consigli dell’avvocato Mattia Tonella a chi ha comprato il biglietto e ora vorrebbe essere risarcito dalla compagnia aerea

LUGANO - Oggi undicimila persone rimaste con un pugno di mosche in mano. Domani, chissà... Non tutto potrebbe essere perduto per chi ha acquistato i biglietti da SkyWork. Dietro l’improvviso grounding della compagnia aerea, che ha affossato i sogni di rilancio dell’aeroporto di Agno, troppi elementi non tornano. E proprio da queste zone, per ora ancora oscure, potrebbe filtrare un po’ di luce per i clienti traditi. «I creditori devono assolutamente notificare i loro crediti» afferma l’avvocato Mattia Tonella, specialista in diritto fallimentare. L’invito è quello di trovarsi pronti: «Il fallimento non è ancora stato decretato ma, vista la situazione, penso che sarà solo una questione di giorni».

Avvocato Tonella perché è importante per i clienti farsi avanti?

«Perché, in quanto creditori ammessi in graduatoria, avranno pieno accesso agli atti di Skywork e potranno analizzare in dettaglio tutte le movimentazioni degli ultimi mesi. Ma soprattutto potranno – se non lo farà l’amministrazione del fallimento – procedere nei confronti di organi societari e di coloro che hanno beneficiato di rimborsi o di compensazioni. Il tema è che tutti i creditori devono essere trattati senza favori dalla società fallita, anche per tutto il periodo precedente il fallimento in cui la società era a conoscenza del potenziale rischio fallimento».

Quale è l’aspetto che più la colpisce in questo crash societario?

«Il fatto che Skywork abbia portato a termine un aumento di capitale il 14 agosto 2018, passando da 12,2 a 27,7 milioni di franchi. Ma questo aumento di 14,5 milioni non è avvenuto con immissione di nuovi fondi, bensì con compensazione crediti».

In altre parole cosa è accaduto?

«È probabile che uno o più azionisti (la cui identità è sempre rimasta misteriosa: ma adesso nella procedura fallimentare tutti potranno sapere chi erano gli azionisti) abbiano prestato alla società – presumo postergando, vista la situazione già da tempo delicata – i 14,5 milioni, somma che nell’ambito di questo aumento è stata convertita in capitale azionario.

Questa operazione potrebbe avere inciso nella decisione del grounding?

«È probabile. Poiché con la conversione del prestito in azioni, chi aveva prestato il denaro ha di colpo acquisito la maggioranza dei voti. E può avere “ordinato” all’amministratore unico di procedere con il deposito dei bilanci. Vedo male altrimenti perché pochi giorni prima del grounding abbiano ancora proceduto all’aumento di capitale».

Su quali aspetti dovrà essere fatta luce?

«Oltre al tema della responsabilità degli organi, in un fallimento si dovrà verificare molto bene quando Skywork ha effettuato rimborsi di crediti a chi, e se vi sono state compensazioni di crediti e debiti sospette. Nel caso di Swissair, l’amministratore del concordato è riuscito a recuperare decine e decine di milioni di franchi da varie banche che avevano ricevuto rimborsi in tempi sospetti e con perfetta conoscenza della precaria situazione contabile».

Qual è un elemento che può infondere un po’ di fiducia nei creditori?

«Vista la situazione già delicata di Skywork nell’autunno scorso, secondo me vi sono ottime possibilità che il deposito del bilancio sia avvenuto in modo tardivo. Mi spiego meglio: l’art. 725 cpv. 2 CO impone al Consiglio di amministrazione delle decisioni in caso di timore di eccedenza di debiti. La principale è quella di allestire un bilancio intermedio a valori di continuità e uno a valori di liquidazione».

E cosa comporta questo bilancio intermedio?

Spesso comporta una pesante riduzione degli attivi, con aggravamento del quadro contabile, e della situazione di eccedenza. Per legge, se almeno uno dei due bilanci intermedi conferma l’eccedenza di debiti, gli organi (cioè il consiglio di amministrazione e – se questo non reagisce – l’ufficio di revisione), devono correre dal giudice e chiedere il fallimento. Se non lo fanno, violando i loro obblighi di legge, sono responsabili nei confronti dei creditori di Skywork per i danni».

Ecco perché non tutto è perduto... fuorché l’onore di chi s’è intascato i soldi dei biglietti. Per ora.

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