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BELLINZONA
30.03.2018 - 15:150

Dipendenti comunali: «Risanamento della cassa pensioni sulle loro spalle»

L’MPS accusa il Municipio di avere agito senza informare dovutamente i lavoratori della Città e i sindacati di non averli rappresentati

BELLINZONA - Il movimento per il socialismo (MPS) torna sulla questione cassa pensioni dei dipendenti della Nuova Bellinzona. Dopo l’interrogazione di inizio marzo presentata al Municipio dalle consigliere comunali della lista MPS-POP-Indipendenti Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini, l’MPS prende ora posizione a seguito di un volantino interno che i dipendenti hanno ricevuto dal Fronte unico dei dipendenti (FUD) dei sindacati OCST e VPOD (allegato).

Lo scorso 19 settembre, infatti, il Consiglio comunale di Bellinzona, con la sola opposizione della lista MPS-POP-Indipendenti, ha approvato la liquidazione dei fondi di pensionamento anticipato di Bellinzona e Giubiasco e il passaggio, dal 1° aprile 2018, alla cassa pensione CPE- Fondazione di previdenza energia. Un passaggio - secondo l’MPS - «avvenuto nel peggiore dei modi».

Nel volantino del FUD «si conferma che la differenza di grado di copertura tra la vecchia e la nuova cassa pensione (dal 103% al 116% per un importo complessivo di circa 18 milioni) sarà completamente a carico dei dipendenti. Essa avverrà attraverso un interesse praticamente quasi nullo sugli averi di vecchiaia». Infatti - spiega l’MPS nel comunicato stampa -, «partendo da un tasso tecnico del 2,5% ai dipendenti viene corrisposto un 1% di interesse sugli averi di vecchiaia (2018). Questo importo verrà diminuito del 60% per quest’anno e per i prossimi 10 anni». Gli averi di vecchiaia (a partire dai quali poi si calcolano le rendite) «marceranno praticamente sul posto» nel corso dei prossimi dieci anni.

Il tasso tecnico di remunerazione e quello effettivo, inoltre, sono destinati a scendere. Diminuiranno anche i rendimenti reali «e non è quindi escluso che la situazione potrà solo peggiorare».

L’MPS accusa il Municipio di un’operazione «fatta senza che i lavoratori abbiano potuto prendere coscienza, informati in modo veramente approfondito, delle conseguenze negative con le quali saranno confrontati». Anche «i cosiddetti rappresentanti sindacali» sono chiamati in causa, in quanto «incompetenti», ricordando che «era stato promesso, in sede di aggregazione, che le condizioni di lavoro e di salario sarebbero state garantite».

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