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LUGANO

«Aumentare il moltiplicatore, ma solo dell'1%»

Secondo un emendamento presentato da Toscanelli (PLR) il ritocco verso l'alto del 3% non è giustificato: «Il Municipio persegua una gestione finanziaria più rigorosa»
Archivio Ti Press
«Aumentare il moltiplicatore, ma solo dell'1%»
Secondo un emendamento presentato da Toscanelli (PLR) il ritocco verso l'alto del 3% non è giustificato: «Il Municipio persegua una gestione finanziaria più rigorosa»

LUGANO - Il paventato aumento del moltiplicatore comunale del 3% proposto dal Municipio di Lugano fa (già) discutere, soprattutto per le motivazioni addotte a sostegno del ritocco verso l’alto: dal 77 all’80% per le persone fisiche e dall’80 all’83% per le persone giuridiche.

Paolo Toscanelli (PLR) con un emendamento - sostenuto da Jean-Jacques Aeschlimann (PLR), Sara Beretta-Piccoli (PVL), Rubens Bertogliati (PLR) e Sébastien Reuille (PLR) - propone sì di aumentarlo, ma limitato all’1% per il 2026. Secondo i firmatari, infatti, «non può più essere considerato corretto attribuire l’esigenza di un aumento del moltiplicatore del 3% ai costi del PSE, poiché tali costi risultano oggi significativamente ridimensionati».

Una riduzione dovuta, spiegano, al cambiamento del modello di finanziamento: «Rispetto a quello iniziale, basato sul leasing sottoposto alla votazione popolare, si è passati all’acquisto diretto delle infrastrutture, con una conseguente e rilevante diminuzione dei costi».

Pur consapevoli che la loro proposta «potrebbe comportare un disavanzo superiore a quello preventivato», i promotori dell’emendamento ritengono che «limitare l’aumento del moltiplicatore rappresenti l’unico strumento efficace per indurre il Municipio a una gestione finanziaria più rigorosa e coerente con le esigenze di sostenibilità del Comune».

I consiglieri comunali criticano inoltre l’assenza di ulteriori misure strutturali di contenimento della spesa. «Le richieste del Legislativo volte a individuare nuove economie si sono sostanzialmente fermate dopo gli interventi per complessivi 10 milioni di franchi, inizialmente presentati come un primo passo (“la polvere”)». Da qui la conclusione: «Il Municipio non è riuscito a esercitare con sufficiente efficacia il proprio ruolo di pianificazione e controllo della spesa».

In questo contesto, per i firmatari, «non appare corretto far ricadere sulle cittadine e sui cittadini – già confrontati con un aumento generalizzato dei costi della vita – un ulteriore onere fiscale», né «giustificare tale incremento richiamando unicamente i costi del PSE, oggi non più rappresentativi delle motivazioni originarie».

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