La mente è una gabbia, con i suoi carcerieri

"Surface, Line, Point" di Daana Green parla della necessità di analizzare i pattern psicologici, così da non ripeterli
LUGANO - Lo scorso 31 gennaio è uscito sulle piattaforme online "Surface, Line, Point", il nuovo singolo di Daana Green.
L'artista elettronica ticinese Diana Piffari, che esprime nella sua opera le emozioni ma anche le proprie convinzioni musicali ed etiche, spiega a proposito di questo lavoro: «Questo brano parla dei pattern psicologici che si ripresentano come dei “loop” e del bisogno di poterli guardare come fossero delle fotografie così da analizzarli per poi cercare di non ripeterli», spiega Diana. Il riferimento è a quegli schemi ricorrenti di emozioni, pensieri e comportamenti che, in maniera più o meno inconscia, popolano la psiche di ciascuno di noi e possono segnare la nostra quotidianità. Positivamente, oppure negativamente.
I pattern vengono usati per interpretare la realtà e Daana Green riflette sulla necessità di riuscire a osservarli come se fossero immagini, così da poterli analizzare con maggiore chiarezza.
«Ovviamente il titolo è una metafora astratta, ma che riesce a dare quasi una sensazione di misura…». Cosa c'è, però, di misurabile in questi pattern che vanno a infilarsi nella mente? Ci troviamo in una dimensione effimera, «difficile poterla misurare o analizzare». È una possibile linea guida interpretativa, questo titolo "Surface, Line, Point". Sono gli elementi di base della creazione. Ma di che tipo?
Le liriche della strofa si ripetono in maniera quasi ossessiva, fino alla "liberazione" del ritornello, tra menzogne e occhi ardenti. «Insomma, quasi un eterno ritorno», riflette Daana. Un brano che agisce a livello viscerale e che sa essere ipnotico, specialmente nella prima parte e in quella centrale. Si presta sia all'ascolto rilassato, in cuffia, che a una dimensione da club, decisamente più scatenata.
È una nuova prova per Piffari, che prosegue in un interessante percorso artistico che lo scorso anno l'aveva vista pubblicare il singolo "Green Shimmer". In quell'occasione ci trovavamo nelle condizioni in cui la salvezza era da ricercarsi nel verde della natura, come avevamo osservato recensendo quel brano. Oggi non troviamo un esplicito invito a cambiare modo di vivere suggerito da una "eco-musicista", quanto piuttosto una riflessione sul potere della mente e su come certe dinamiche che ci dominano siano talmente striscianti che, spesso, non ci rendiamo nemmeno conto della loro esistenza.



