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CADENAZZO
26.02.2018 - 08:340
Aggiornamento : 11:26

La "signora" delle prostitute, incastrata dai messaggi audio

Scatta una denuncia nei confronti di una 50enne italiana che gestisce appartamenti a luci rosse al Bosco. Oggi un incontro in Municipio

CADENAZZO - Prostitute costrette a pagare 150 franchi al giorno, «700 euro a settimana» per prostituirsi al di fuori della legge, nell'ormai tristemente noto condominio “del sesso” a Cadenazzo. Tremila franchi al mese a testa, per una stanza in un trilocale assieme ad altre colleghe. Il tutto, all'interno di appartamenti non autorizzati: o meglio, dove secondo il Comune la prostituzione non dovrebbe esserci.

«Facciamola finita» - Il Municipio di Cadenazzo da noi contattato settimana scorsa spiegava di «non essere al corrente» dell'esercizio del meretricio sopra l'ex Bosco, in via Monte Ceneri. Oggi pomeriggio il sindaco Marco Bertoli incontrerà l'amministrazione dello stabile che – contattata da tio.ch/20minuti – si dice intenzionata a sporgere una denuncia penale. «Speriamo che il Municipio si unisca a noi in questa battaglia. Gli inquilini del palazzo non ne possono più, è ora di finirla con questa situazione irregolare» spiega l'amministratore Alessandro Torriani.

La maîtresse con precedenti - Come già riferito, a gestire gli appartamenti a luci rosse sarebbe una 50enne italiana, coinvolta in passato in inchieste sulla prostituzione. In alcuni messaggi audio inviati alle ragazze – di cui siamo venuti in possesso – è proprio lei, la «signora» di via Monte Ceneri a indicare i prezzi: 700 euro a settimana, 150 franchi al giorno a testa, come detto. 

«Io, umana e gentile» - «Sono umana e gentile con tutte, faccio questo lavoro da dodici anni» spiega la donna. Al telefono, la maîtresse si spende attivamente per attirare le ragazze nei suoi alloggi: «Io ti voglio bene, lo sai che ci sono sempre» dice in un'altra registrazione. E ancora: «Io qui ho sempre pieno, grazie a dio». A darle credito, con 5-6 posti letto affittati gli introiti ammonterebbero a 15-18mila franchi al mese. Un giro di soldi di cui, al Comune, non risulta un centesimo. E su cui ora si vuole fare chiarezza.

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