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I cantoni mantengono la loro attrattiva fiscale

A livello di competitività internazionale occupiamo otto posizioni sulle prime dieci. Le altre due vanno a Hong Kong e Ungheria
I cantoni mantengono la loro attrattiva fiscale
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Fonte ats
I cantoni mantengono la loro attrattiva fiscale
A livello di competitività internazionale occupiamo otto posizioni sulle prime dieci. Le altre due vanno a Hong Kong e Ungheria
ZURIGO - I cantoni svizzeri occupano una posizione prominente nella classifica mondiale delle destinazioni fiscali più attrattive per le imprese nel 2023: otto di essi si collocano tra i primi dieci posti. Le altre due posizioni sono occupate da Hon...

ZURIGO - I cantoni svizzeri occupano una posizione prominente nella classifica mondiale delle destinazioni fiscali più attrattive per le imprese nel 2023: otto di essi si collocano tra i primi dieci posti. Le altre due posizioni sono occupate da Hong Kong e Ungheria.

Lo indica oggi una nota dell'istituto di ricerca economica BAK Economics, i cui economisti ritengono che ad aver contribuito a confermare la solida posizione dei cantoni svizzeri nella classifica, già dimostrata in precedenza, siano stati l'attuazione della riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS.

L'anno scorso, alcuni cantoni che erano già molto attraenti dal punto di vista fiscale sono riusciti a migliorare ulteriormente la loro competitività in questo ambito. Salvo queste eccezioni, tuttavia, la situazione è rimasta stabile, con un onere fiscale ponderato per il PIL pari in media al 13,5% per i 26 cantoni, in diminuzione rispetto al 13,9% del 2021.

A livello internazionale, la media è del 23,6%, dopo il 23,9% del 2021. La Svizzera è quindi molto attraente, in virtù dei 10 punti percentuali in meno rispetto al dato internazionale: solo la Polonia (12,5%), l'Ungheria (10,9%) e Hong Kong (9,9%) hanno una pressione fiscale inferiore alla media elvetica.

A favorire il piazzamento della Svizzera nella classifica è stata l'attuazione dell'imposizione minima dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE): con questa si vuole introdurre un'aliquota fiscale minima mondiale del 15% per le società con un fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro. Come la maggior parte dei Paesi dell'Unione Europea, la Svizzera ha attuato la misura il 1° gennaio attraverso un'imposta nazionale supplementare. Hong Kong e Singapore dovrebbero seguire l'esempio a partire dal 2025, mentre Cina e Stati Uniti sono ancora in attesa.

L'indice del BAK è compilato in collaborazione con il Centro per la ricerca economica europea Leibniz (ZEW) e misura periodicamente l'onere fiscale sulle imprese, ma non tiene conto di specifici regimi di sgravi fiscali, come il sostegno alla ricerca e allo sviluppo.

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