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SVIZZERA

«Nostro figlio non frequenterà mai un asilo con educatori uomini»

Il recente caso di un responsabile di asilo accusato di abusi su 15 bambini tra Berna e Winterthur ha riacceso le paure dei genitori.
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Fonte 20Minuten
«Nostro figlio non frequenterà mai un asilo con educatori uomini»
Il recente caso di un responsabile di asilo accusato di abusi su 15 bambini tra Berna e Winterthur ha riacceso le paure dei genitori.

ZURIGO - I casi recenti di abusi negli asili nido stanno allarmando i genitori in tutta la Svizzera. L’ultimo, in ordine cronologico, riguarda un 33enne che operava sia a Winterthur che a Berna. L’uomo è sospettato di aver abusato sessualmente di almeno 15 bambini.

Non si tratterebbe però di un caso isolato. Secondo la RTS solo nella Svizzera romanda tra il 2020 e il 2025 sono stati registrati complessivamente 22 casi di abusi sessuali negli asili nido. 

Notizie che hanno generato forte preoccupazione tra molti genitori. Tra questi ci sono anche Janina (28) e il suo partner, residenti nel Canton Zurigo. Il loro figlio ha un anno e inizialmente avevano previsto di iscriverlo a un asilo nido part-time. Tuttavia, alla luce dei recenti casi, la decisione è stata rimandata. «A causa di queste notizie terribili continuiamo a posticipare l’inserimento», ha spiegato a 20Minuten.

La giovane madre ha maturato una convinzione precisa: «Nostro figlio non frequenterà in nessun caso un asilo con educatori uomini». Pur riconoscendo che abusi possano essere commessi anche da donne, sottolinea: «Nei casi che emergono si tratta sempre di uomini. E il numero reale potrebbe essere molto più alto». La famiglia è disposta anche ad affrontare tragitti più lunghi pur di trovare una struttura senza personale maschile.

Anche Annika (33), madre di Winterthur, ha vissuto momenti di forte incertezza. Aveva iscritto la figlia, oggi di sei mesi, a un asilo già durante la gravidanza. «Mancavano circa due settimane all’inizio e le notizie mi hanno fatto uno strano effetto». Nella struttura lavora anche un educatore uomo.

«Non voglio generalizzare», precisa. «Ma devo ammettere che al primo incontro l’ho percepito in modo diverso. C’era una certa inquietudine». I genitori hanno quindi affrontato apertamente il tema durante l’inserimento.

«Anche la direzione era scossa per i casi emersi. Ci ha assicurato che nella struttura sono sempre presenti almeno due educatori e che non avviene nulla a porte chiuse». Una spiegazione che ha contribuito a rassicurarla, almeno in parte.

I casi di abuso preoccupano anche l’associazione di categoria kibesuisse. «Comprendo le paure e le preoccupazioni dei genitori», ha ammesso la co-presidente Franziska Roth. L’organizzazione è impegnata a rafforzare ulteriormente la sicurezza nelle strutture, anche attraverso il dialogo con politica e autorità.

Il tema sarà al centro anche dell’assemblea annuale prevista per novembre. «Mettere tutti gli educatori uomini sotto sospetto non è utile. Le strutture svolgono ogni giorno un lavoro eccellente».

Roth sottolinea che gli asili sono già molto sensibilizzati sul tema degli abusi, ma riconosce che resta ancora molto da fare. «Nonostante la carenza di personale qualificato, è fondamentale sfruttare tutte le possibilità, con procedure di assunzione e controlli accurati, per prevenire questi casi».

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