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BERNA

Responsabile di un asilo accusato di aver abusato di 15 bambini e di aver filmato gli abusi

L'uomo è finito sotto la lente delle autorità americane dopo aver effettuato delle ricerche su materiale pedopornografico.
Christoph Soeder/dpa
Responsabile di un asilo accusato di aver abusato di 15 bambini e di aver filmato gli abusi
L'uomo è finito sotto la lente delle autorità americane dopo aver effettuato delle ricerche su materiale pedopornografico.

BERNA - La procura di Berna ha incriminato un uomo di 33 anni, accusato di aver abusato di almeno 15 bambini in un asilo nido a Berna e Winterthur. Il caso è emerso grazie a una segnalazione del National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC), organizzazione con sede negli Stati Uniti.

Il NCMEC inoltra alle autorità competenti di tutto il mondo le segnalazioni di sospetta pedofilia. In questo caso, il sospettato avrebbe caricato un'immagine compromettente su un motore di ricerca per trovare contenuti simili online. Secondo quanto emerso, il responsabile dell’asilo, anch’egli 33enne, avrebbe anche filmato gli abusi, utilizzando però un’immagine diversa per le ricerche.

I casi sono in aumento
Lo scorso anno il NCMEC ha registrato un numero record di 16.750 segnalazioni di attività sospette riferite esclusivamente a indirizzi IP svizzeri. «Per noi il NCMEC è la fonte più importante per individuare la pornografia illegale», afferma Thomas Werner, responsabile dell’unità di protezione dei minori della polizia di Zurigo.

Secondo il "Tages-Anzeiger", tuttavia, negli ultimi otto anni solo circa il 13% delle segnalazioni provenienti dagli Stati Uniti è stato trasmesso ai cantoni. L’Ufficio federale di polizia (Fedpol) spiega che diverse segnalazioni possono riguardare lo stesso sospettato e che una parte significativa dei casi segnalati non costituisce reato secondo la legge svizzera.

Richiesta di leggi più severe
Da più parti si chiede che la Svizzera istituisca un proprio organismo dedicato, per ridurre la dipendenza da paesi terzi come gli Stati Uniti. La questione è già arrivata in Parlamento sotto forma di mozione, e sia il Consiglio degli Stati sia il Consiglio nazionale hanno approvato l’introduzione di una nuova legge.

I fornitori di servizi di hosting e cloud, così come le piattaforme di comunicazione e condivisione di contenuti in Svizzera, sarebbero obbligati a bloccare i contenuti pedopornografici e a segnalarli alle forze dell’ordine.

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