A bordo della vettura travolta da acqua, terra e sassi: «L'ho vista mentre se ne andava via»

Il racconto di Max che si trovava sulla strada invasa dai detriti in Val Müstair: «Non potevo né accelerare né frenare»
Il racconto di Max che si trovava sulla strada invasa dai detriti in Val Müstair: «Non potevo né accelerare né frenare»
VALCHAVA (GR) - Un mare di fango e sassi che ti prende e ti porta via, anche se sei a bordo della tua automobile.
È successo domenica in serata fra Valchava e Santa Maria, in Val Müstair, come comunicato oggi dalla Cantonale dei Grigioni. In seguito allo smottamento i soccorsi hanno lavorato tutta la notte e la strada ha potuto riaprire già oggi.
Travolta e trasportata per più di 200 metri giù fino a un crepaccio, una vettura con una persona a bordo che fortunatamente non ha riportato ferite. Max*, questo il nome del giovane conducente, ha voluto raccontare la sua peculiarissima disavventura ai colleghi di 20 Minuten.
Lo sfortunato evento si è verificato all'improvviso, e senza preavviso alcuno: «Non c'era niente di particolare in strada, solo un po' d'acqua. Poi però ho visto arrivare il fango», ricorda il giovane, «era tantissimo, mi ha travolto, non potevo né accelerare né frenare». La furia degli elementi ha spostato il veicolo che - a un certo punto - si è poi incagliato.
«Sono uscito dalla portiera e il fango mi arrivava fino alla vita», conferma Max, «dopo essere uscito mi è toccato assistere al flusso di detriti che si portava via la mia auto, è stato davvero molto triste. Ero affezionato a quella macchina, non era niente di particolare ma era la mia prima. Abbiamo fatto tanti viaggi insieme, oltre le Alpi e fino in Italia...»
Per la compagna di tante avventure, recuperata oggi nel pomeriggio, però niente da fare: danno totale. Non è tanto una perdita economica: «Diciamo che ormai l'avevo ammortizzata e per il resto ci pensa l'assicurazione, su quella non ho badato a spese». Vero è che non tutto può comprare il denaro.
*nome noto alla redazione








Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!