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ZURIGOL'aggancio via social, la promessa di un servizio fotografico e poi l'aggressione sessuale

09.06.20 - 08:00
Un noto agente zurighese smascherato via Instagram, le vittime delle sue attenzioni potrebbero essere centinaia
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ZURIGO
09.06.20 - 08:00
L'aggancio via social, la promessa di un servizio fotografico e poi l'aggressione sessuale
Un noto agente zurighese smascherato via Instagram, le vittime delle sue attenzioni potrebbero essere centinaia
Tantissime le testimonianze (anche vip) venute alla luce: «Quando mi ha molestato avevo solo 17 anni»

ZURIGO - Tutto parte da un post anonimo su Instagram: «Il proprietario dell'agenzia di modelli D.L.* abusa di giovani modelli maschi, io voglio smascherarlo». L'uomo in questione, un 33enne attivo a Zurigo da anni e molto noto nel settore avrebbe molestato ragazzi per diversi anni. 

Sul profilo social iniziano ad apparire storie, tante storie: il modus operandi è simile, si inizia con un contatto via social: «Ciao, saresti perfetto per fare un modello, non hai qualche foto di te nudo?», poi l'invito a un servizio fotografico privato dove spesso iniziavano le avances che si trasformavano in vere e proprie aggressioni sessuali.

«Da lui in ufficio ci sono andato due volte», riporta una delle testimonianze postate sui social, «una volta ha voluto scattare delle foto con me in ascensore. Lì ha cominciato ad allungare le mani e provare a baciarmi. Anche se non volevo e gli dicevo di smettere. E poi mi ha detto che avrei dovuto starci con lui, altrimenti non avrei mai fatto il modello».

«Sì, anche io sono una vittima, sono stato molestato lo scorso autunno», racconta a 20 Minuten l'ideatore del profilo di denuncia, «ci è voluto un anno per venire a patti con la cosa, poi ho deciso di agire e smascherarlo».

L'eco della sua iniziativa, a sorpresa, è stato grande: sono circa 200 i ragazzi che sono entrati in contatto con lui, per raccontargli della loro esperienza: «Al momento degli abusi alcuni di loro erano ancora minorenni», spiega lui che vuole rimanere anonimo, «temo per la mia incolumità, ma anche per la mia carriera».

«Quando mi ha molestato avevo solo 17 anni», ricorda il modello 22enne di Zugo Thomas Kolm, «ero andato da lui per un servizio fotografico, già quando mi stavo spogliando ho notato che c'era qualcosa che non andava. Mi stava troppo addosso, mi accarezza tutto il tempo. Durante le foto ho capito di aver ragione, si toccava e poi ha provato a toccare me e baciarmi... Da quel momento abbiamo interrotto i contatti. Un anno fa si è rifatto vivo, ci siamo incontrato in un bar, si è scusato e io - in qualche modo - gli ho creduto. Mi ha invitato a una festa e li mi ha assalito di nuovo, io me ne sono andato e l'ho chiusa lì».

«Non l'ho denunciato, è vero, ma come potevo dirlo a qualcuno?», continua Kolm, «Pensavo di essere il solo... Questa campagna social è una cosa buona, importante. Ci sono molti giovani che sognano di fare questo lavoro e non sanno che queste sono cose che capitano anche ai ragazzi e non solo alle ragazze».

L'agente nega le accuse, per mezzo del suo legale che conferma: «Per ora non c'è nulla di concreto, in ogni caso applica la presunzione di innocenza». Intanto il procuratore di Zurigo sta indagando sulla vicenda, per ora non è ancora stata formalizzata nessuna accusa. La Cantonale invita a tutte le vittime di abusi di farsi avanti e denunciare.

*nome noto alla redazione

Fra le vittime anche un Vip

Fra le vittime c'è anche una celebrità della televisione svizzerotedesca: Kenny Leeman, vincitore di una delle scorse edizioni del reality “The Bachelorette”: «Quando ci ha provato con me non avevo nemmeno 18 anni», conferma Leeman, «durante un servizio fotografico mi ha trascinato in un ripostiglio e ha iniziato a toccarmi. Non sapevo cosa fare... Due anni fa si è rifatto vivo e mi ha detto che era dispiaciuto, che si era comportato male e poi mi ha menzionato la Fashion Week di Milano: “Se vuoi, puoi venirci con me, ma penso che ci toccherà andare a letto insieme”. Io ho detto di no e me ne sono andato...».

 

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