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Guerra in Iran: vacanze estive fino al 56% più care

Tra carburante costoso e boom di prenotazioni, trovare offerte low cost sarà difficile.
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Fonte 20 Minuten
Guerra in Iran: vacanze estive fino al 56% più care
Tra carburante costoso e boom di prenotazioni, trovare offerte low cost sarà difficile.

ZURIGO - La guerra in Iran sta causando conseguenze anche lontano dal fronte: in particolare per i consumatori, con l’aumento dei prezzi del carburante e di beni quotidiani come smartphone e cosmetici.

Ora emerge con sempre maggiore chiarezza un altro effetto: la guerra rende più care anche le vacanze estive. L’aumento del prezzo del petrolio sta rendendo il carburante per aerei più scarso e costoso, tanto che in alcuni aeroporti il cherosene comincia già a scarseggiare. A ciò si aggiunge il fatto che molti viaggiatori evitano le rotte sopra il Medio Oriente e che le possibilità di scalo nella regione sono limitate, come riporta il quotidiano economico «Handelsblatt». La conseguenza è evidente: le destinazioni europee considerate più sicure e stabili sono sempre più richieste, con il risultato di maggiore affollamento e prezzi in forte crescita. Secondo un’analisi del quotidiano «Bild», voli e hotel registrano rincari che in alcuni casi superano il 50%. Gli aumenti più significativi si registrano in Francia, dove i prezzi salgono fino al 56%. Ma anche Croazia, Portogallo e Turchia risultano sensibilmente più care. A farne le spese sono soprattutto le famiglie con bambini.

In Spagna le offerte low cost diventano rare - Sonja Ptassek, portavoce di Tui Suisse, conferma la tendenza verso le destinazioni occidentali. I prezzi per mete molto richieste come Maiorca o le Isole Canarie sono già aumentati e potrebbero crescere ulteriormente. «Le possibilità di trovare buone offerte last minute in Spagna stanno diminuendo. Quest’anno sarà più difficile imbattersi in viaggi a prezzi convenienti», spiega. Anche Dertour Suisse (Kuoni e Hotelplan) registra una forte domanda, oltre che per la Spagna, per Paesi come Italia, Francia, Portogallo e Malta, come sottolinea il portavoce Stephan Kurmann. Sulle tratte a lungo raggio restano molto richieste le classiche destinazioni balneari come i Caraibi, la Repubblica Dominicana o Mauritius. Grande interesse anche per le city break, ad esempio verso Roma, Parigi o Vienna, con prezzi in aumento.

Dove la domanda resta più bassa - Secondo Ptassek, una buona alternativa per risparmiare è il Mediterraneo orientale, in particolare l’Egitto. Per i viaggi a lungo raggio, invece, si possono ancora trovare offerte interessanti per il Messico. Kurmann segnala anche la Tunisia, che si distingue per prezzi molto competitivi. Un’altra opzione è il Marocco: oltre a città come Marrakech, il Paese offre numerose regioni più tranquille, ideali per un’esperienza autentica lontano dai grandi flussi turistici.

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